Egregio signore (signore?)

mi creda Lei mi ha fatto male, molto male… Ho lavorato per quarant’anni con passione e correttezza cercando solo di fare del mio meglio come chimico in un settore che Lei, adesso, mi definisce “…un buco nero di arroganza, inganno e sete di denaro…” Lei un uomo che gronda sospetto e livore da tutti gli artigli! Mi creda, il mercato delle vernici per il legno non così .Se mai ancora e sempre identico a come lo descrisse un anonimo lettore che invi una “lettera al direttore” a Offredi ben sedici anni fa. E lo fece senza insultare e senza proporre delazioni, in una lettera che “un pezzo di giornalismo” fatto di stile, intelligenza, umorismo, sensibilità ed ironia: qualità che sembra proprio lei non abbia..
Propongo quindi di ripubblicare, qui di fianco, il suddetto articolo, che forse i giovani non hanno mai letto e i vecchi forse avranno dimenticato (ma che io ho conservato e che allego in copia), mentre suggerisco a lei, per le sua diuturne delazioni fiscali anonime, di continuare pure a telefonare al 116 (si vede benissimo che lei ha bisogno di qualche “soccorso”)!

Giorgio Grecchi

Caro Offredi

come operatore del settore vorrei rispondere a quel signore anonimo che VEDE, SENTE E SCRIVE E CAMPA “SUL CHI VIVE”…e a cui tu hai gi risposto perfettamente come giornalista sul numero scorso di “Professione Verniciatore”.
Indagine di “marchetTing”: quanto al “chilogramo”?
La piazza era gremita di bancarelle: risuonava delle grida degli imbonitori rivolte ad un pubblico scarso e distratto, tra il quale si alternavano facce curiose, disperate, sospettose e sospette. I raggi ingiallenti di un sole semilucido e non perfettamente in tinta si riflettevano sulle latte variopinte, diverse per ogni bancarella, sui pannelli molticolori esposti, mettendo a nudo qua un puntino di polvere, l uno sfiammamento o una sbiancatura, o creando effetti ottici sui cartelloni pubblicitari dei pi esibizionisti. L’unica nota di allegria era data dai numerosi carrettini ambulanti, disdegnati da coloro che potevano (ancora) permettersi il lusso di una bancarella, ma fermati ad ogni passo da clienti occasionali e di poche pretese coi quali, dopo una rapida trattativa, concludevano apparentemente sostanziosi affari. Gravava comunque sul tutto un’inconscia ombra di tristezza, un’atmosfera intangibile di rimpianto, di nostalgia, mista a rimorso, quasi si stesse assistendo impotenti alla fine di appartati banchetti appartenenti ad un’epoca ormai irrimediabilmente scomparsa. Ad un osservatore attento e competente la cosa che pi colpiva era che gli articoli esposti su ogni banco si dimostravano apparentemente tutti uguali, ma i cartellini dei prezzi e le voci dei venditori che li cantilenavano con pi o meno convinzione, avevano tali differenze fra di loro da creare una profonda confusione nei pochi visitatori intenzionati a comprare, lasciandoli cos in bilico tra il sospetto della fregatura e l’ingordigia dell’affare insperato. Ad un frequentatore assiduo, inoltre, era facile individuare i nuovi partecipanti alla fiera, ogni anno pi numerosi, con le loro bancarelle meno ingombranti, dietro le quali una o due persone al massimo offrivano le presunte fonti della loro futura fortuna, cos come era impossibile fingere di ignorare gli spazi vuoti lasciati da coloro che solo l’anno prima si imponevano all’attenzione della folla, allettandola con sconti e saldi da liquidazione e che oggi venivano rimpiazzati da qualche nostalgico o illuso sopravvissuto, che tentava di sfruttare l’antico splendore riproponendosi con un nome nuovo. Ci si stupiva anche di riconoscere dietro banchi diversi le stesse facce che, l’anno prima, decantavano gli articoli oggi criticati, mentre non si capiva a che cosa servissero individui strani che si aggiravano ben vestiti, ben pasciuti e maleducati, su vistose automobili, seguiti dagli sguardi di amore-odio degli espositori. Costoro si frapponevano a forza fra i potenziali clienti e le bancarelle, farfugliando assurdit e inesattezze, giustificate soltanto da un biglietto da visita: “Rappresentante”. Le prime ore della giornata scorrevano lente e quasi silenziose.I venditori si sorridevano l’un l’altro, lanciando occhiate furtive e indagatrici sulla merce dei vicini, e commenti maligni e speranzosi sui previsti crolli di questa o quella bancarella, gi traballante. I primi visitatori giravano ancora indisturbati poich i rappresentanti non avrebbero invaso la piazza prima di mezzogiorno. Ed ecco di colpo un grido, un segnale di partenza pi secco di un colpo di pistola, pi atteso dello sventolio di uno starter: “MILLESETTECENTOCINQUANTA AL CHILO! CARTEGGIABILE!
TRASPARENTE!
La lotta per la latta era cominciata.

Un visitatore

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