Il fenomeno dei diluenti “truccati” sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti. I campioni inviati dagli abbonati alla nostra redazione confermano una situazione di illegalità diffusa.L’entità del problema è tale che il nostro ufficio legale sta predisponendo un dossier che verrà consegnato agli organismi competenti

 L’ANALISI DEL MESE

Tra i vari campioni giunti in redazione in questi mesi abbiamo scelto due prodotti che probabilmente appartengono a una grossa partita commercializzata su tutto il territorio nazionale. Si tratta di due diluenti spacciati come poliuretanici inviatici in due momenti diversi da un verniciatore toscano e da un mobiliere marchigiano, che all’analisi gascromatografica hanno dato esiti quasi identici. Il prodotto proveniente dalla Toscana conteneva l’85% di toluene e il 15% di acetone, mentre il prodotto del mobiliere marchigiano conteneva l’84.7% di toluene e il 15.3% di acetone. I risultati sono stati così sconcertanti che, per essere certi di non avere commesso errori dovuti alla coincidenza di picchi tra sostanze diverse, abbiamo anche fatto effettuare un analisi con il sistema IR (Infrarosso), che però ci ha confermato l’assenza di altri solventi che avrebbero potuto equilibrare la formulazione del diluente (ad esempio con l’aggiunta di acetato di isobutile).

GIUDIZIO SUL PRODOTTO

Le valutazioni sulla “legalità” della formulazione vertono essenzialmente sul contenuto in toluene. Attualmente per la legislazione italiana (DPR 245), i diluenti possono essere venduti con un contenuto di toluene superiore al 45%, purche’ non vengano utilizzati per la diluizione di vernici, mentre se utilizzati per il lavaggio non devono superare il 5%. L’eventuale sanzione per inosservanza dei limiti riguarda l’utilizzatore, non il produttore, per cui è opportuno che i verniciatori controllino le schede di sicurezza dei prodotti che acquistano, onde evitare brutte soprprese in caso di verifiche da parte delle USSL. Le nuove normative CEE (non ancora recepite dall’Italia), prevedono solo un limite di concentrazione del 70% per il toluene ed a questo valore si rifanno alcuni produttori nazionali, che ritengono la legislazione europea già operativa. In ogni caso la presenza di una quantità massiccia di toluene come quella riscontrata nei due diluenti analizzati taglia la testa al toro, in quanto la concentrazione è ben superiore ai limiti previsti sia dalla legislazione nazionale che da quella europea. Per quanto riguarda gli aspetti prestazionali le valutazioni sono completamente negative. Una formulazione come quella emersa dalle analisi creerà numerosi inconvenienti in fase applicativa. Se il prodotto verniciante non è perfettamente bilanciato nei due componenti A e B, non appena si opererà in condizioni climatiche particolari, (caldo e umidità), il diluente provocherà fenomeni di opalescenza sul film. Inoltre la curva di evaporazione risulta troppo rapida (ci vogliono almeno 3 diversi solventi per avere una buona media) e ne conseguirà una mancanza di distensione, nonchè un consumo maggiore di diluente per ottenere risultati comunque inferiori.

CONCLUSIONI

Il diluente venduto ai nostri lettori con le caratteristiche e il prezzo di un “poliuretanico” e’ in realtà solo un discreto solvente per poliesterini, e quindi si merita il titolo di “bidone del mese”!