Catas: le certificazioni di prodotto

C’è una forte e crescente richiesta di “prodotti certificati”, documenti che attestino – sulla base di prove oggettive e autorevoli – che quanto dichiarato da un produttore in termini di prestazioni, materiali e sicurezza corrisponda al vero: il Catas rilascia numerose certificazioni di prodotto.

Una richiesta che cresce fortemente fra i consumatori, sempre più consapevoli della necessità di avere chiarezza sui valori del bene che stanno acquistando, dal punto di vista della qualità, della sicurezza, della “salubrità” (ad esempio le emissioni di formaldeide) e magari anche della sostenibilità.
Una necessità sempre più avvertita anche fra i costruttori di mobili e arredi, che hanno ben compreso come un prodotto le cui caratteristiche e qualità siano attestate da un ente indipendente autorevole e riconosciuto non solo lo renda più “appetibile”, ma permetta di accrescere la competitività e l’apprezzamento del mercato per il proprio brand, oltre a essere un prezioso strumento di controllo e monitoraggio dei processi produttivi.
Senza dimenticare che le certificazioni di prodotto sono sempre più considerate irrinunciabili nelle scelte di alcune grandi catene di distribuzione e vendita, che ne fanno una modalità di qualifica e selezione dei propri fornitori.
Anche la Pubblica Amministrazione ne fanno sempre più uso in quanto strumenti efficaci di qualifica e selezione dei fornitori.

Una richiesta in forte crescita

Il trend positivo del numero di certificazioni in Italia è stato registrato da Accredia, l’ente italiano di accreditamento, che ha reso noti i dati del 2020. Anche il nostro osservatorio privilegiato di Organismo di certificazione conferma per il 2020 un incremento positivo nel numero di certificazioni di prodotto.
Catas da oltre venticinque anni rilascia prove e certificazioni di prodotto sulla base delle norme internazionali e di specifiche procedure e protocolli messi a punto per valutare e controllare nel tempo la conformità di moltissimi prodotti, dai pannelli a bassa emissione di formaldeide ai cicli di verniciatura, per interno e per esterni, dai profili di legno lamellare per finestre fino agli arredi.
Un’attività sempre più rilevante per il laboratorio italiano, alla luce del crescente riconoscimento della autorevolezza e della oggettività delle proprie procedure, una valutazione che lo fanno spesso preferire ad altre realtà proprio per il rigore e la credibilità internazionale di cui gode da sempre l’Istituto.
Il nostro compito è quello di verificare il soddisfacimento dei requisiti indicati nei Regolamenti di certificazione, requisiti sempre riconducibili o a norme tecniche, internazionali (ISO), europee (EN), nazionali (UNI, per l’Italia) oppure fissati dalla legislazione, come ad esempio i regolamenti CARB e EPA, emanati dagli enti governativi americani. Lungo l’intero corso di validità della certificazione, i nostri ispettori svolgono tutte le procedure di valutazione, dalla prima concessione, alle successive attività di “sorveglianza” che rappresentano una sorta di “manutenzione” della certificazione, volta a garantirne nel tempo la validità.
Quindi Catas non si occupa solo della certificazione, ma anche del monitoraggio, attraverso visite ispettive e prove di laboratorio, che le qualità che hanno portato alla “approvazione” di un certo bene siano mantenute nel tempo.

E proprio nei periodi “impegnativi” come l’anno appena trascorso, che puntare e investire sulla qualità certificata può diventare una carta vincente. Non è un caso, infatti, che due nuovi schemi certificativi abbiano visto la luce proprio nel 2020, in risposta a precise richieste del mercato. Le pavimentazioni per parchi gioco e le superfici di arredi destinati a strutture sanitarie e studi medici sono le più recenti tipologie di prodotti che possono essere sottoposte alla valutazione degli ispettori di Catas e, al termine dell’iter, “indossare” il marchio CQA – CATAS Quality Award.

CQA – Pavimentazioni per parchi gioco

É la certificazione di prodotto che attesta la costanza della produzione della pavimentazioni per parchi gioco, in relazione alle caratteristiche prestazionali valutate secondo la norma EN 1177 e ne definisce le procedure per il controllo della produzione.
Il prodotto deve rispettare i requisiti di attenuazione dell’impatto, in accordo con le norme europee di riferimento. Durante l’audit annuale effettuato presso la sede produttiva, gli ispettori CATAS verificano la gestione della produzione e delle forniture di materia prima; inoltre campionano le superfici su cui, in laboratorio, viene misurata l’attenuazione dell’impatto.

CQA – Health Facilities Furniture Coatings NOVITÁ

É la certificazione di prodotto rilasciata per i cicli di verniciatura e rivestimenti per l’arredo sanitario e per studi medici.
Il regolamento tecnico si basa sulla norma nazionale UNI 11780, pubblicata nel 2020, che specifica i requisiti e i relativi metodi di prova per la progettazione degli arredi destinati a ospedali e studi medici.
L’iter di certificazione prevede un audit annuale, in cui gli ispettori di CATAS, oltre a verificare la gestione della produzione, campionano il prodotto che, una volta applicato, è sottoposto a prove prestazionali. Inoltre, qualora il prodotto abbia anche dichiarate proprietà antibatteriche, viene verificata in laboratorio la conformità alla norma ISO 22196 “Determinazione dell’azione antibatterica su plastiche e altri materiali non porosi”. Guardian Medical Serie 3010H, dell’azienda italiana Stardust Powder Coatings, ha ottenuto per prima la certificazione CQA – HFFC. L’azione antibatterica è stata testata per valutare le caratteristiche dichiarate.

“Made in Italy” by Catas

C’è un capitolo di questa storia che vale la pena di sottolineare ancora: ci riferiamo alla certificazione “Origine italiana del mobile”, un protocollo che da un paio d’anni, dall’entrata in vigore della norma di riferimento, rende la definizione “Made in Italy” qualcosa di più che uno slogan, perché definisce i criteri per permettere a un divano, un armadio o una sedia, di testimoniare non solo di essere “nata in Italia”, ma anche di avere un serie di requisiti che ne certificano la qualità e le prestazioni.
Una certificazione che sta avendo un crescente successo soprattutto nel mondo degli arredi per l’ufficio, la cucina e gli imbottiti e che si fonda su alcuni pilastri fondamentali. Innanzitutto la norma nazionale UNI 11674, che definisce sia i requisiti di processo che di prodotto, rendendo appunto oggettive e verificabili la provenienza e le “qualità italiane”.
A questa si aggiunge un disciplinare tecnico rigoroso, che include la verifica in azienda che le fasi di produzione più importanti e significative siano effettivamente realizzate in Italia e che i materiali utilizzati rispondano a determinati requisiti, oltre alle verifiche in laboratorio delle prestazioni tecniche del prodotto finito.
“Una certificazione che sta riscuotendo grande interesse nel mondo – ha commentato il direttore di Catas Franco Bulian – perché finalmente parlare di un prodotto italiano come sinonimo di bellezza e di qualità non è più solo un argomento di conversazione, ma qualcosa di definito, provato, certificato.
Siamo di fronte a un nuovo strumento assolutamente strategico per incrementare ulteriormente il successo del “made in Italy” nel mondo, un patrimonio di grande valore su cui lavorare sempre con la massima serietà e rigore affinché sia sempre un valore assoluto, oggettivo e incontestabile”.

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