forni essiccazione vernici

E’ disponibile in italiano la norma europea che regolamenta i forni di essiccazione vernici. Riportiamo una breve sintesi dei punti più importanti. 

a cura della Redazione

La EN 1539 “Essiccatori e forni nei quali si sviluppano sostanze infiammabili – Requisiti di sicurezza”, è una norma armonizzata (cioè conforme a quanto prescritto dalla Direttiva Macchine 98/79/CE) che si applica ad essiccatori, forni e altre apparecchiature che, nel corso dell’essiccazione e/o indurimento dei materiali di rivestimento, liberano sostanze infiammabili.
Sono escluse dal campo di applicazione della presente norma:
– le apparecchiature per l’essiccazione di vernici a base acquosa con un tenore di sostanze infiammabili inferiore al 3%;
– gli essiccatori, i forni e le altre apparecchiature di termolavorazione che non sprigionano sostanze infiammabili.
I requisiti di sicurezza delle suddette apparecchiature possono essere soddisfatti dalla EN 746 parti 1 e 2.
Nel capitolo 3 della norma vengono date la definizioni dei termini principali presenti nel testo; in particolare vengono definiti i diversi tipi di essiccatori, sulla base delle temperature presenti al loro interno e delle soluzioni tecniche adottate per evitare che possa svilupparsi una atmosfera infiammabile.
Nel capitolo 4 vengono elencati i diversi tipi di pericolo che sono stati esaminati nell’analisi dei rischi fornendo, nel capitolo 5, le prescrizioni per il soddisfacimento dei requisiti di sicurezza e delle idonee misure di protezione.
Nel capitolo 6, infine, vengono fornite le indicazioni e le modalità per la verifica dei suddetti requisiti di sicurezza e di protezione, che il costruttore deve effettuare mediante apposite liste di controllo.
I rischi presi in considerazione sono quelli relativi a:
– pericoli di natura meccanica, elettrica e generati dal rumore;
– pericoli di incendio ed esplosione generati da sostanze pericolose (in questo caso, le sostanze infiammabili rilasciate dal materiale posto in essiccazione);
– pericoli generati da guasti all’alimentazione di energia e al sistema di comando dell’impianto.

Tra questi, l’attenzione prioritaria è data ai rischi legati al rilascio di sostanze pericolose ed alla formazione di atmosfere esplosive. Gli essiccatori devono essere dotati di ventilazione forzata. che non consenta la formazione di sacche di sostanze infiammabili a livelli superiori alla concentrazione consentita e che garantisca una rimozione uniforme delle stesse in tutti gli spazi, le sezioni, i condotti e i sistemi di scarico dell’essiccatore.
La portata in volume dello scarico deve essere controllata da appositi dispositivi di controllo e non deve essere possibile introdurre all’interno dell’essiccatore i manufatti da trattare, se tale portata è inferiore al minimo stabilito per il tipo di impianto in esercizio.
I sistemi di controllo elettrici/elettronici devono garantire l’individuazione di quei malfunzionamenti dell’impianto legati a questo tipo di rischi, provvedendo all’interruzione automatica dell’alimentazione e alla messa dell’essiccatore in stato di sicurezza.
In particolare, in caso di superamento della temperatura di essiccazione stabilita (ad esempio, per avaria del termostato di regolazione), un apposito termostato di sicurezza deve interrompere il sistema di riscaldamento e fermare l’alimentazione del carico (nel caso in cui essa sia effettuata automaticamente).
Una menzione particolare viene fatta per gli essiccatori usati per materiali rivestiti con vernici alla nitro; essi devono essere dotati di dispositivi atti ad impedire il raggiungimento di temperature di esercizio superiori a 130°C. Inoltre, tranne che per alcune eccezioni elencate al punto 5.8.2.1.4.3 della norma, gli essiccatori devono essere dotati di dispositivi di sfogo antiesplosione.
Devono altresì essere dotati di un idoneo dispositivo di monitoraggio della concentrazione di sostanze infiammabili (LEL), collegato ad un allarme ottico e sonoro in caso di superamento del limite fissato. Qualora la tecnica utilizzata per ridurre i rischi legati alla formazione di atmosfere esplosive sia l’inertizzazione (ad esempio negli essiccatori a camera o a flusso continuo), la concentrazione di ossigeno all’interno dell’apparecchiatura deve essere costantemente monitorata e non deve mai essere superiore al 7%.
Nel capitolo 7 vengono riportate le prescrizioni relative alle informazioni per l’uso. In particolare, nel Manuale di Istruzioni devono essere forniti con precisione:
– i dati prestazionali dell’essiccatore e i valori massimi per alcuni parametri di processo (temperature, contenuto di ossigeno, portata d’aria, ecc.);
– le istruzioni per la messa a punto, la regolazione e la manutenzione in sicurezza;
– le informazioni relative ai rischi residui.

Infine, per quanto concerne la Marcatura CE, essa deve includere anche i seguenti dati (quando applicabile):
– temperatura massima di essiccazione (nominale);
– quantità o carica di produzione massima ammissibile di sostanze infiammabili che verranno liberate;
– portata minima (in m3/h) della ventilazione forzata, per la quantità o la carica di produzione massima ammissibile di sostanze infiammabili che verranno liberate;
– temperatura massima delle superfici di riscaldamento.
Oltre ai capitoli citati, la norma prevede anche alcuni allegati normativi. Nell’Allegato A vengono definiti i differenti campi di esercizio e le relative concentrazioni di sostanze infiammabili ammissibili, in funzione della tipologia di essiccatore presa in considerazione (ad esempio, dotati di riscaldamento a gas, oppure di circolazione di acqua calda, oppure di pannelli catalitici, ecc.).
Nell’Allegato B viene fornita la base di calcolo per la circolazione d’aria in essiccatori a camera e in essiccatori a flusso continuo.
Nell’Allegato C vengono definite le prescrizioni per la misura delle concentrazioni: punti di misura; requisiti dei sistemi di monitoraggio.
Nell’Allegato D vengono fornite alcune indicazioni per il calcolo dei dispositivi di sfogo antiesplosione.

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