sicurezza nella verniciatura del legno

La protezione delle vie respiratorie. La completa eliminazione della polvere di legno o dei vapori di solvente è praticamente impossibile. Come abbiamo già detto, la prima cosa da fare é quella di realizzare aspirarazioni poste il più vicino possibile alla fonte di emissione, separandole inoltre dagli altri locali. In secondo luogo si deve valutare l’uso di prodotti alternativi e meno pericolosi.

6.1 Misure collettive di protezione

La corretta ventilazione del luogo di lavoro, la regolare pulizia dell’ambiente, dei macchinari, degli strumenti e di tutti i pezzi lavorati contribuisce a mantenere l’aria pulita; in questo modo si potrà evitare che la polvere si sollevi di nuovo; è quindi consigliabile utilizzare un aspirapolvere o raccogliere la polvere con un pennello umido. Conviene invece evitare di spolverare con l’ausilio dell’aria compressaI prodotti che contengono solventi devono sempre essere conservati in contenitori sigillati, depositati in magazzini ben ventilati, oppure riposti in armadi appositamente progettati per la conservazione di solventi, dotati di un sistema di ventilazione speciale.

6.2 Dispositivi di protezione individuale (respiratori)

Dato che non è sempre possibile ridurre a zero il livello di rischio, nè applicare a ogni singola situazione lavorativa i principi di prevenzione generale, in molti casi è necessario ricorrere all’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Talvolta i respiratori rappresentano l’unica alternativa pratica in grado di evitare l’insorgere di problemi legati alla polvere e ai vapori, per esempio nella lavorazione di pezzi di grandi dimensioni.

6.3 Produzione di polvere di legno

La lavorazione meccanica del legno produce polvere. La quantità e le dimensioni delle particelle sono determinate dal tipo di macchina utilizzata per la lavorazione del legno e dal materiale lavorato. Segatrici, piallatrici, perforatrici, fresatrici e levigatrici, producono, a secondo del tipo di lavorazione, segatura, schegge, trucioli e polvere di legno. Anche durante la pulizia dei filtri dei macchinari, durante la loro sostituzione o durante lo svuotamento dei contenitori o dei depositi della polvere, si solleva una considerevole quantità di polvere. Infine i sistemi di riscaldamento e di ventilazione possono generare correnti d’aria, in grado di sollevare la polvere depositata e di ostacolare l’aspirazione.

6.3.1 Esposizione

Il rischio per la salute può essere valutato calcolando il tempo di esposizione individuale alla polvere (attraverso la respirazione), mediante l’utilizzo di un dispositivo di rilevamento collocato in prossimità della zona in cui avviene la respirazione, per esempio sul colletto del lavoratore. Questo dispositivo è in grado di misurare con precisione la quantità di polvere inspirata. Si tratta di un contenitore nel quale sono collocati un filtro speciale e una pompa: questa aspira l’aria presente nella zona in cui avviene la respirazione, e l’aria passa attraverso il filtro. La quantità di polvere rilevata in quella zona si calcola pesando il filtro prima e dopo il prelevamento del campione di polvere. Successivamente, per eseguire il calcolo, si considera il ritmo del flusso e l’intervallo di tempo durante il quale è stato esposto il campione, e si determina il livello medio di esposizione espresso in milligrammi di polvere per ogni metro cubo di aria inspirata. Con la maggior parte delle macchine moderne, in cui i pezzi lavorati vengono spolverati prima di essere tolti dalla macchina, e in situazioni in cui tutte le sorgenti di polvere sul luogo di lavoro sono rigorosamente controllate si riscontrano normalmente concentrazioni inferiori a 1 mg/m3. Con le macchine dotate di estrattori, ma in cui i pezzi lavorati non vengono spolverati, oppure in situazioni in cui viene effettuata la carteggiatura di piccoli pezzi, oppure ancora quando vengono fatti piccoli fori con il trapano, si riscontrano normalmente concentrazioni fino a 4 mg/m3. Quando vengono carteggiate zone più ampie e l’operazione di estrazione risulta inadeguata o addirittura inesistente e in situazioni in cui vengono effettuati lavori con il trapano o la sega senza alcun estrattore, si riscontrano normalmente concentrazioni fino a 20 mg/m3. Con smerigliatrici e fresatrici senza estrattori si riscontrano normalmente concentrazioni fino a 200 mg/m3 e oltre.

6.3.2 Scelta del respiratore antipolvere

I respiratori antipolvere si dividono in tre categorie, a seconda dei livelli di protezione che assicurano. Esistono respiratori a semimaschera con filtri ricambiabili e facciali filtranti; entrambi i tipi offrono una protezione equivalente, come indicato nella tabella sottostante.

I livelli di protezione indicati (fattore di protezione nominale) dei diversi dispositivi, dipendono dall’efficienza del filtro e dal livello di aderenza del respiratore al viso: quando è necessario un fattore di protezione nominale superiore a 50, la migliore soluzione è un respiratore a pieno facciale, dotato di filtro P3; il respiratore a pieno facciale, infatti, offre una migliore aderenza al viso rispetto alla semimaschera e fornisce una protezione ulteriore per gli occhi. In questo caso il fattore di protezione nominale raggiunge il valore 200.

Fattori di protezione nominale e criteri di scelta

I dispositivi con un fattore di protezione 4 (vedi tabella precedente) sono in grado di ridurre di 4 volte la contaminazione causata dalla polvere sul luogo di lavoro; pertanto vengono impiegati quando la concentrazione di polvere non supera il quadruplo del valore limite. Se i rilevamenti sul luogo di lavoro
registrano valori più elevati, occorre utilizzare dispositivi con un fattore di protezione nominale più alto. La seguente tabella costituisce una guida per la scelta del dispositivo di protezione delle vie respiratorie.

6.4 Vapori di solvente e overspray di vernici

Per la maggior parte dei vapori organici è stata identificata la soglia olfattiva, cioè la concentrazione minima a cui è possibile avvertirne l’odore. Solamente quando questa soglia olfattiva è inferiore al TLV si può affermare che il prodotto possiede buone proprietà di avvertimento. Alcuni esempi sono riportati nella tabella sottostante.

Materiale    –     TLV      –      Soglia olfattiva      –       Buone proprietà di avvertimento

Xilene            100 ppm            20 ppm                                            si
Toluene           50 ppm         0,16-37 ppm                                       si
Cloruro
di metilene      50 ppm          160 ppm                                            no
TDI              0,005 ppm       0,15-2 ppm                                         no

Per poter valutare i rischi sanitari legati ai vapori, i rilevamenti vengono effettuati secondo un metodo simile a quello impiegato per le polveri.
Si usano due diversi tipi di misuratori:
• dosimetri personali passivi (dispositivi di misurazione nei quali un sottile strato di specifico materiale assorbente, per esempio carbone attivo, all’interno del dispositivo, raccoglie i vapori che si spostano in modo naturale attraverso l’aria
• tubo a carbone attivo con pompa (apparecchio in cui l’aria viene pompata attraverso un tubo riempito di carbone attivo, sul quale si depositano i vapori).
Entrambi i dispositivi di misurazione vengono quindi portati in un laboratorio di analisi. Anche in questo caso, per ottenere un valore medio, occorre tenere presente nel calcolo sia l’intervallo di tempo durante il quale il campione è rimasto esposto, sia il flusso d’aria pompato.

6.4.1 Scelta di un respiratore contro gas e vapori

Il ricorso ai respiratori avviene solo quando è impossibile adottare le altre misure. I respiratori contro gas e vapori che contengono un filtro al carbone attivo devono essere usati per proteggere l’apparato respiratorio; il carbone
attivo infatti trattiene i vapori nocivi. Per la protezione da vapori organici, sprigionati dalla maggior parte dei solventi, occorre utilizzare un filtro di tipo A, contrassegnato dal colore di codice marrone.
I filtri sono suddivisi in varie classi in base alla capacità:
• i filtri A1 assicurano una protezione fino alla concentrazione di 1000 ppm
• i filtri A2 fino alla concentrazione di 5000 ppm.
Tali filtri possono essere montati su semimaschere, essere incorporati in semimaschere a filtro fisso (facciali filtranti antigas) o montati su respiratori a pieno facciale. Generalmente con semimaschera e facciali filtranti antigas vengono utilizzati filtri A1, mentre con i respiratori a pieno facciale vengono utilizzati filtri A2. Una semimaschera viene usata per un livello di concentrazione sino a 10 volte il valore limite di soglia (TLV). Un respiratore a pieno facciale viene usato per un livello di concentrazione sino a 200 volte il valore limite di soglia (TLV), assicurando una protezione ulteriore agli occhi e al viso. Una semimaschera con un filtro A1 viene usata per concentrazioni che arrivano a 10 volte il valore limite di soglia (TLV), ma senza superare i 1000 ppm.
Un respiratore a pieno facciale con un filtro A2 viene usato per concentrazioni che arrivano a 200 volte il valore limite di soglia (TLV), ma senza superare i 5000 ppm.

6.4.2 Filtri contro l’overspray

Durante la verniciatura a spruzzo è necessario usare, in combinazione con i filtri antigas, anche filtri antipolvere per filtrare l’overspray. E’ possibile utilizzare filtri già combinati (antigas+antipolvere, generalmente per pieno facciale), oppure combinare i filtri antigas con quelli antipolvere.

6.4.3 Respiratori con alimentazione esterna

Durante l’utilizzo di prodotti chimici che non possiedono buone proprietà di avvertimento, non bisogna usare respiratori a carbone attivo, perchè la saturazione dei filtri, che generalmente viene stabilita quando si percepisce l’odore dei vapori, in questi casi non può essere determinata in modo sicuro;
perciò occorre scegliere un dispositivo dotato di alimentazione esterna. L’aria compressa con cui viene alimentato il dispositivo deve essere di qualità respirabile.
Il sistema può anche essere utilizzato in modo combinato: i filtri specifici antigas e antipolvere e il tubo di alimentazione dell’aria vengono collegati al respiratore; quando l’erogatore fornisce l’aria, i filtri vengono isolati, mentre assicurano protezione quando l’erogatore viene scollegato.
Con il modo combinato, la protezione viene garantita anche quando non è possibile l’erogazione di aria (per esempio mentre si entra e si esce dagli ambienti contaminati).

Semimaschera con alimentazione                       Fattore di protezione
esterna + filtri

Con erogazione d’aria compressa                                  50

Con filtri A1/P2 (senza erogazione                                 10
d’aria compressa)

6.5 Corretto utilizzo del respiratore

Il decreto legislativo 626 stabilisce che il datore di lavoro fornisca le necessarie informazioni e l’addestramento al corretto uso del dispositivo di protezione delle vie respiratorie. Il lavoratore deve essere consapevole della natura dei rischi che può prevenire con l’uso del respiratore, e deve conoscere i limiti di utilizzo dello stesso. Il lavoratore deve ricevere il necessario addestramento per il corretto uso del respiratore, in base alle istruzioni fornite dal fabbricante. L’addestramento deve comprendere informazioni sul modo di indossare il respiratore, conservarlo e assicurarne la necessaria manutenzione. Nel corso dell’addestramento é opportuno effettuare una dimostrazione pratica del corretto indossamento del respiratore. Per essere in grado di usare correttamente il dispositivo di protezione delle vie respiratorie, è necessario leggere con attenzione le istruzioni per l’uso che il fabbricante è obbligato per legge a fornire insieme al prodotto. Nelle istruzioni devono essere riportate le seguenti informazioni.

6.5.1 Tempo massimo di utilizzo

I respiratori e i filtri devono essere eliminati e sostituiti al termine del tempo massimo di utilizzo, non appena risultano non igienici, danneggiati, o alla fine di un turno. I respiratori e i filtri antipolvere raggiungono il termine del tempo massimo di utilizzo quando risultano ostruiti e la resistenza alla respirazione diviene troppo elevata.

6.5.2 Limiti di utilizzo

Per poter usare in sicurezza i respiratori e i filtri, nell’aria deve esserci ossigeno sufficiente (più del 19,5%). I livelli di concentrazione e il tipo di sostanza inquinante contro cui può essere usato il respiratore devono essere sempre chiaramente identificati

6.5.3 Istruzioni per l’uso

Ogni tipo di respiratore è accompagnato da specifiche istruzioni per l’uso. Per garantire una protezione adeguata, il respiratore deve essere indossato in modo corretto.

6.5.4 Prova di tenuta

Per controllare la tenuta tra il respiratore e il viso, si possono effettuare semplici verifiche:
• prova di tenuta a “pressione positiva” (solo per respiratori senza valvola);
se si copre la valvola di espirazione mentre si espira delicatamente, il respiratore deve gonfiarsi leggermente. Tra il viso e il respiratore non deve passare aria.
• prova di tenuta a “pressione negativa”; se si coprono i filtri mentre si inspira delicatamente, il respiratore deve sgonfiarsi leggermente. Tra il viso e il respiratore non deve passare aria.

6.6 Manutenzione del respiratore

Quando non vengono usati, i respiratori antipolvere devono essere conservati in un luogo igienico e privo di polvere, per esempio un armadietto. I respiratori antigas devono esere riposti in un contenitori richiudibile, per esempio una scatola o un sacchetto di plastica. In nessun caso si deve lasciare il respiratore sul luogo di lavoro senza protezione, poiché rischia di essere ulteriormente contaminato dalla polvere, dai vapori o dalle nebbie presenti nell’aria.
I facciali filtranti, che non hanno i filtri sostituibili, non richiedono alcuna pulizia e non possiedono parti di ricambio. Se necessario, tra un utilizzo e l’altro, l’anello della guarnizione a contatto con il viso può essere pulito con un panno umido. Dopo l’uso, il respiratore deve essere sostituito con uno nuovo. I respiratori che necessitano di manutenzione (sia a pieno facciale che semimaschere) devono essere puliti regolarmente. I filtri usati devono essere eliminati e le varie parti del respiratore vanno pulite con un detergente disinfettante non aggressivo per la pelle e poi asciugate. Se necessario, le parti logore vanno sostituite. Infine, si inseriscono i filtri nuovi. Prima dell’uso successivo, assicurarsi del corretto funzionamento del respiratore.

6.7 La marcatura CE

Nell’ambito della Comunità Europea, il marchio CE deve essere presente su tutti i dispositivi di protezione individuale (Direttiva 89/686/CEE recepita con il D.lgs n.475). Questa marcatura indica che il prodotto risulta conforme ad alcuni requisiti minimi determinati dalla Comunità Europea per la tutela della salute e la sicurezza del lavoratore, e che pertanto esso può essere liberamente commercializzato sul mercato dei Paesi membri. Tutti i respiratori devono recare la marcatura CE, costituita dalle lettere CE seguite da un numero a quattro cifre, per esempio CE 1234. Questo numero è il codice di riferimento dell’organismo indipendente che effettua il controllo di qualità nell’unità produttiva che realizza i respiratori. I respiratori privi di marcatura CE sono stati introdotti sul mercato senza la verifica di funzionamento e il controllo sulla produzione necessari per legge, per cui non devono essere utilizzati.

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