Nel 1999 una rivista di settore americana (American Woodworker) sottopose a una serie di prove 33 levigatrici manuali per confrontarne qualità o prestazioni.  Al di là del risultato, ormai datato, queste prove possono fornire spunti interessanti per gli operatori del settore italiani.
Cogliamo l’occasione per fare il punto della situazione su queste attrezzature.

INTRODUZIONE

Le levigatrici roto-orbitali equipaggiate con platorello tondo, svolgono rapidamente il loro compito, lasciando una superficie con un’altissima finitura. Questa caratteristica è il risultato della “doppia azione” dell’abrasivo, che compie due moti distinti: uno orbitale ed uno di rotazione per inerzia.
Ci sono due tipologie di levigatrici roto-orbitali, con impugnatura per l’utilizzo con una mano (palmare) o con due mani:
con alimentazione elettrica;
con alimentazione pneumatica.
Ciascun tipo è idoneo per diverse applicazioni, con prestazioni diverse secondo le caratteristiche tecniche in dotazione; tali caratteristiche si differenziano in:
velocità espressa in rpm ( preferibilmente variabile);
dimensioni platorello;
diametro dell’orbita.

Le levigatrici elettriche hanno velocità costante durante la lavorazione, consentono con la velocità variabile una serie di applicazioni differenti e possono essere usate dovunque (basta una presa di corrente), ma hanno un peso rilevante, devono essere sottoposte a manutenzione costante e sono soggette ad usura. Le levigatrici pneumatiche sono leggere, potenti e consentono di svolgere molte ore di lavoro in continuo, limitando l’affaticamento, ma necessitano di compressori che garantiscano almeno 300 litri d’aria al minuto. Ultimamente il mercato industriale recepisce molto le levigatrici palmari pneumatiche, per comodità d’uso e per prestazioni.

COME E’ STATO EFFETTUATO IL TEST

E’ stato formato un gruppo di sei falegnami, affinché esaminassero le qualità soggettive (cioè basate sulle opinioni personali) delle levigatrici. Essi hanno esaminato varie caratteristiche, quali la comodità d’uso, la vibrazione, la raccolta della polvere e l’ergonomicità complessiva. Dopo il test è stato chiesto ai falegnami di scegliere le loro preferite. Alla fine, ogni attrezzo è stato smontato per esaminarne la progettazione e la costruzione, con particolare attenzione verso quelle componenti soggetti ad usura, che possono accorciarne la vita.

COME SCEGLIERE LA LEVIGATRICE

Nella scelta di una levigatrice orbitale, le principali caratteristiche da prendere in considerazione sono le seguenti.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Servono per identificare meglio il modello di utensile idoneo per il proprio uso: movimento del platorello (orbitale, roto-orbitale, rotatorio, lineare o rettilineo), velocità (meglio se variabile), peso, forma ed impugnatura, diametro orbita (se presente), alimentazione (elettrica o pneumatica), predisposizione per aspirazione polvere.

Dischi abrasivi

La scelta è tra il tipo PSA (pressure sensitive adhesive) e H&L (hook and loop). I dischi PSA sono meno costosi, ma sono monouso e sono sempre meno presenti sul mercato. I dischi H&L possono essere cambiati facilmente e riutilizzati più volte, riducendone il costo.

Aspirazione della polvere

Molte levigatrici sono predisposte per l’aspirazione della polvere, e possono essere collegati ad una fonte aspirante; in questa maniera chi utilizza l’utensile per molto tempo, lavora in condizioni di tutta sicurezza per le vie respiratorie. Altri utensili, invece, hanno incorporato un sistema di auto aspirazione della polvere, costituito da una ventola che cattura la polvere prodotta dall’abrasivo, e la trasferisce in contenitori di carta o di tela che fungono da raccoglitori. Tale sistema permette l’utilizzo per alcuni minuti, dopo di che il contenitore deve essere svuotato e ripristinato.

Levigatura

Velocità variabile

Questa caratteristica è importante nella maggior parte dei lavori di levigatura, soprattutto quando si lavora in zone ristrette, dove è richiesto un maggior controllo dell’utensile e dell’asportazione di materiale da parte dell’abrasivo.

COSA RENDE UNA LEVIGATRICE MIGLIORE DI UN’ALTRA

Le levigatrici fanno il loro lavoro graffiando la superficie del legno, tuttavia il loro scopo è quello di eliminare segni di lavorazioni visibili: si tratta di un conflitto di interessi? I segni prodotti da una levigatrice orbitale sono più visibili quando formano circoli o spirali: quanto più piccoli sono questi cerchi, tanto migliore è la finitura che si ottiene. I fattori principali che determinano le dimensioni dei segni e delle spirali sono i seguenti.

Dimensione dell’orbita.

Il modo migliore per ridurre le dimensioni delle spirali e la loro visibilità è quello di ridurre il diametro dell’orbita. Le levigatrici con diametro dell’orbita più piccolo (2,5 al massimo 3 mm) sono quelle che forniscono una finitura più elevata. Le levigatrici con diametri dell’orbita più grandi (da 5 a 10 mm), levigano più velocemente, ma lasciano segni più visibili e bisogna fare diversi passaggi di abrasivo per eliminarli completamente. Le levigatrici orbitali hanno il disco abrasivo collegato ad un bilanciere chiamato “eccentrico”, che determina l’ampiezza dell’orbita.

Freni

Questa caratteristica è relativamente nuova e si può trovare nella maggior parte delle levigatrici elettriche (ma non necessariamente in quelle pneumatiche).
I freni controllano la “rotazione libera” del disco (ad alta velocità) quando l’attrezzo non è in contatto con il pezzo di legno. Ciò permette all’operatore di togliere la levigatrice dalla superficie e di riposizionarla mentre è accesa, senza segnare il legno. Nel test è stato riscontrato che i freni riducono la qualità della finitura, poichè riducono la velocità e permettono all’abrasivo di aggredire maggiormente il supporto. Dopo la rimozione dei freni da ciascuna levigatrice, il numero dei graffi visibili residui si era ridotto. Gli attrezzi dotati di freni più efficienti nel controllo della rotazione libera, sono quelli che hanno mostrato un maggior incremento nella qualità della finitura dopo la rimozione dei freni stessi.
Alcuni falegnami ritengono che i freni siano indispensabili: la nostra conclusione è che i freni sono utili solo nel breve istante che intercorre tra l’accensione dell’attrezzo e il suo posizionamento sulla superficie da levigare, oppure quando lo si riposiziona. Senza di essi, il risultato finale è decisamente migliore.

Linearità del processo

Qualunque evento che faccia saltare o ruotare fuori piano la levigatrice, produce un incremento dei graffi visibili. La principale causa di questi problemi è l’eccentrico, cioè un qualunque tipo di rotazione fuori dal suo alloggiamento, significa che è curvo, oppure che il sostegno del cuscinetto eccentrico è fuori piano. Ciò comporterà una lenta rotazione fuori piano durante la levigatura. Una terza causa di scentratura non è facile da individuare senza smontare l’attrezzo. Rimuovendo il disco abrasivo, all’interno si può vedere il volano eccentrico; ruotando lentamente il volano si può verificare se è presente una rotazione fuori piano: in caso affermativo questo difetto può provocare piccoli salti e difetti durante la levigatura.

CONCLUSIONI

Piano eseguita da un elemento rotante (si pensi, ad esempio, alla rotazione di un albero motore curvato). Maggiore è la precisione nella lavorazione e nel montaggio delle componenti, minori sono le probabilità di una scentratura. Nel corso del test, sono stati sezionati gli attrezzi ed è stata esaminata la qualità generale della lavorazione e della progettazione, per valutare quale tra le levigatrici fosse potenzialmente esposta a questo difetto. Le cause più comuni evidenziate, sono associate al volano eccentrico in alluminio e al cuscinetto del disco abrasivo. In alcuni casi è stato verificato che il volano non era in piano con l’albero motore; in altri casi sono stati trovati dei cuscinetti non correttamente montati e non in piano con il volano ed il disco abrasivo. Ci sono alcuni fattori che contribuiscono alla scentratura e che possono essere esaminati prima dell’acquisto, senza per altro azionare l’attrezzo. In primo luogo bisogna fare oscillare il disco abrasivo: se sembra allentato, la levigatrice non sarà “sincronizzata” quando si cambia direzione di levigatura, provocando un “effetto distorsione” sulla superficie. In secondo luogo bisogna ruotare lentamente il disco abrasivo: se il disco sembra muoversi dentro e fuori.
Alla fine del test, la giuria ha assegnato tre premi: uno per la migliore levigatrice con impugnatura a pistola, uno per la migliore con impugnatura palmare e uno per la migliore in assoluto, cioè quella che i falegnami avrebbero usato, indipendentemente dal costo e dal design, che è risultata essere una levigatrice a impugnatura palmare pneumatica con le seguenti caratteristiche:
accensione palmare;
basso profilo e controllo della velocità;
costruzione interna precisa, con componenti in acciaio rettificato;
albero motore e alloggiamento del cuscinetto eccentrico ricavati da un unico pezzo di acciaio (con conseguente elevata stabilità);
dispositivo per la raccolta della polvere opzionale.
Al di là del risultato, ormai datato, il test comparativo tra diverse marche e tra diversi modelli di uno stesso costruttore, fornisce un valido contributo all’individuazione di quelle caratteristiche che ottimizzano la qualità e le prestazioni di un attrezzo, rendendo possibile una scelta più razionale e tecnica e non solo economica o estetica. Ci auguriamo che anche nel nostro Paese possano essere realizzate iniziative simili.