BAT verniciatura

La decisione di esecuzione UE 2020/2009 della commissione del 22 giugno 2020 stabilisce, a norma della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali, le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per la verniciatura e il trattamento di superficie con solventi organici, anche per la conservazione del legno e dei prodotti in legno mediante prodotti chimici

AMBITO DI APPLICAZIONE

Le presenti conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT – Best Available Techniques) si riferiscono alle seguenti attività di cui all’allegato I della direttiva 2010/75/UE:
– 6.7, trattamento di superficie di materie, oggetti o prodotti utilizzando solventi organici, in particolare per apprettare, stampare, rivestire, sgrassare, impermeabilizzare, incollare, verniciare, pulire o impregnare, con una capacità di consumo di solventi organici superiore a 150 kg all’ora o a 200 Mg all’anno;
– 6.10, conservazione del legno e dei prodotti in legno con prodotti chimici con una capacità di produzione superiore a 75 m3 al giorno eccetto il trattamento esclusivamente contro l’azzurratura.

DEFINIZIONI

Ai fini delle presenti conclusioni sulle BAT, si applicano le definizioni seguenti.
Vernice a base solvente: tipo di vernice, d’inchiostro o altro materiale di rivestimento che utilizza solventi come agenti veicolo (carrier). Per la conservazione del legno e dei prodotti in legno si riferisce al tipo di prodotti chimici per il trattamento.
Prodotti chimici per il trattamento: prodotti chimici utilizzati per la conservazione del legno e dei prodotti del legno, come i biocidi, i prodotti chimici usati per l’impermeabilizzazione (ad esempio oli, emulsioni) e i ritardanti di fiamma. Sono compresi anche i carrier di sostanze attive (ad esempio, acqua, solvente).
Vernice a base acquosa: tipo di vernice, inchiostro o altro materiale di rivestimento in cui l’acqua sostituisce la totalità o parte del tenore di solventi. Per la conservazione del legno e dei prodotti in legno si riferisce al tipo di prodotti chimici per il trattamento.
Conservazione del legno: attività volte a proteggere il legno e i prodotti in legno dagli effetti nocivi di funghi, batteri, insetti, acqua, condizioni atmosferiche o incendi; a garantire la conservazione a lungo termine dell’integrità strutturale; e a migliorare la resistenza del legno e dei prodotti in legno.

MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI

Le tecniche elencate e descritte nelle presenti conclusioni sulle BAT non sono prescrittive né esaustive. È possibile utilizzare altre tecniche che garantiscano un livello quanto meno equivalente di protezione dell’ambiente. Salvo diversa indicazione, le conclusioni sulle BAT sono di applicabilità generale.

BAT-AEL PER LE EMISSIONI TOTALI E FUGGITIVE DI COV

Per le emissioni totali di COV, nelle presenti conclusioni sulle BAT sono riportati i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL):
– sotto forma di un carico specifico di emissioni calcolato, come media annuale, dividendo le emissioni totali di COV (calcolate dal bilancio di massa dei solventi) per un parametro relativo agli input di produzione (o ai volumi di produzione) specifico del comparto produttivo; oppure
– come percentuale dell’input di solventi, calcolata come medie annuali a norma dell’allegato VII, parte 7, punto 3, lettera b), punto i), della direttiva 2010/75/UE.
Per le emissioni fuggitive di COV, in queste conclusioni sulle BAT i livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) sono riportati come percentuale dell’input di solventi, calcolata come media annuale a norma dell’allegato VII, parte 7, punto 3, lettera b), punto i), della direttiva 2010/75/UE.

BAT-AEL E LIVELLI DI EMISSIONE INDICATIVI PER LE EMISSIONI NEGLI SCARICHI GASSOSI

I livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili (BAT-AEL) e i livelli di emissione indicativi per le emissioni negli scarichi gassosi riportati nelle presenti conclusioni sulle BAT si riferiscono alle concentrazioni, espresse in termini di massa della sostanza emessa per volume di scarichi gassosi nelle condizioni standard seguenti: gas secco a una temperatura di 273,15 K e una pressione di 101,3 kPa, senza correzione per il tenore di ossigeno; concentrazioni espresse in mg/Nm3.

COME SI APPLICANO LE BAT NELLA VERNICIATURA

Al fine di migliorare la prestazione ambientale complessiva, la BAT consiste nell’elaborare e attuare un sistema di gestione ambientale (EMS) avente tutte le caratteristiche seguenti:
I) impegno, leadership e responsabilità da parte dei dirigenti, compresa l’alta dirigenza, per attuare un sistema di gestione dell’ambiente efficace;
II) un’analisi che comprenda la determinazione del contesto dell’organizzazione, l’individuazione delle esigenze e delle aspettative delle parti interessate e l’identificazione delle caratteristiche dell’installazione collegate a possibili rischi per l’ambiente (o la salute umana) e delle disposizioni giuridiche applicabili in materia di ambiente;
III) sviluppo di una politica ambientale che preveda anche il miglioramento continuo della prestazione ambientale dell’installazione;
IV) definizione di obiettivi e indicatori di prestazione relativi ad aspetti ambientali significativi, anche per garantire il rispetto delle disposizioni giuridiche applicabili;
V) pianificazione e attuazione delle procedure e delle azioni necessarie (incluse azioni correttive e preventive laddove necessario) per raggiungere gli obiettivi ambientali ed evitare i rischi ambientali;
VI) determinazione delle strutture, dei ruoli e delle responsabilità concernenti gli obiettivi e gli aspetti ambientali e la messa a disposizione delle risorse umane e finanziarie necessarie;
VII) garanzia delle competenze e della consapevolezza necessarie del personale le cui attività potrebbero incidere sulla prestazione ambientale dell’installazione (ad esempio fornendo informazioni e formazione);
VIII) comunicazione interna ed esterna;
IX) promozione del coinvolgimento del personale nelle buone pratiche di gestione ambientale;
X) redazione e aggiornamento di un manuale di gestione e di procedure scritte per controllare le attività che hanno un impatto ambientale significativo nonché dei registri pertinenti;
XI) controllo dei processi e programmazione operativa efficaci;
XII) attuazione di adeguati programmi di manutenzione;
XIII) preparazione alle emergenze e protocolli di intervento, comprese la prevenzione e/o la mitigazione degli impatti (ambientali) negativi durante le situazioni di emergenza;
XIV) valutazione, durante la (ri)progettazione di una (nuova) installazione o di una sua parte, dei suoi impatti ambientali durante l’intero ciclo di vita, che comprende la costruzione, la manutenzione, l’esercizio e lo smantellamento;
XV) attuazione di un programma di monitoraggio e misurazione; ove necessario è possibile reperire le informazioni nella relazione di riferimento sul monitoraggio delle emissioni nell’atmosfera e nell’acqua da installazioni IED (Reference Report on Monitoring, ROM);
XVI) svolgimento di analisi comparative settoriali su base regolare;
XVII) verifiche periodiche indipendenti (ove praticabile) esterne e interne, al fine di valutare la prestazione ambientale e determinare se il sistema di gestione ambientale sia conforme alle modalità previste e se sia stato attuato e aggiornato correttamente;
XVIII) valutazione delle cause di non conformità, attuazione di azioni correttive per far fronte alle non conformità, riesame dell’efficacia delle azioni correttive e accertamento dell’esistenza o del possibile verificarsi di non conformità analoghe;
XIX) riesame periodico del sistema di gestione ambientale da parte dell’alta dirigenza, al fine di accertarsi che continui ad essere idoneo, adeguato ed efficace;
XX) seguito e considerazione dello sviluppo di tecniche più pulite.

In particolare per il trattamento di superficie con solventi organici, le BAT devono includere nel sistema di gestione ambientale i seguenti elementi:
I) Interazione con il controllo e la garanzia di qualità e considerazioni in materia di salute e sicurezza.
II) Pianificazione per ridurre l’impatto ambientale di un’installazione. Ciò comporta in particolare:
a) valutazione della prestazione ambientale generale dell’impianto;
b) considerazione degli effetti incrociati, in particolare il mantenimento di un adeguato equilibrio tra la riduzione delle emissioni di solvente e il consumo di energia, acqua e materie prime;
c) riduzione delle emissioni di COV dai processi di pulizia
III) Occorre prevedere l’inclusione di:
a) un piano per la prevenzione e il controllo di perdite e fuoriuscite accidentali;
b) un sistema di valutazione delle materie prime per utilizzare materie prime a basso impatto ambientale e un piano per ottimizzare l’uso di solventi nel processo;
c) un bilancio di massa dei solventi;
d) un programma di manutenzione per ridurre la frequenza e gli impatti ambientali delle OTNOC
e) un piano di efficienza energetica;
f) un piano di gestione dell’acqua;
g) un piano di gestione dei rifiuti;
h) un piano di gestione degli odori.

EMISSIONI NEGLI SCARICHI GASSOSI

La BAT consiste nel monitorare le emissioni negli scarichi gassosi almeno alla frequenza indicata di seguito e conformemente alle norme EN. Se non sono disponibili norme EN, la BAT consiste nell’applicare norme ISO, norme nazionali o altre norme internazionali che assicurino la disponibilità di dati di qualità scientifica equivalente. Per quanto riguarda le polveri prodotte dalle operazioni di preparazione e rivestimento di superfici di legno si applica la norma EN 13284-1 e la frequenza minima di monitoraggio è una volta l’anno (le misurazioni vengono effettuate al livello massimo di emissioni previsto in condizioni di esercizio normali).
Per quanto riguarda invece le COV, per ogni camino con un carico inferiore a 10 kg C/h, si applica la norma EN 12619 e la frequenza minima di monitoraggio è una volta l’anno (le misurazioni vengono effettuate al livello massimo di emissioni previsto in condizioni di esercizio normali). Invece per ogni camino con un carico di superiore a 10 kg C/h, si applicano le Norme EN15267-1, EN15267-2, EN15267-3 e EN 14181. Il monitoraggio deve avvenire in continuo. Nel caso di un carico di COV inferiore a 0,1 kg C/h o di un carico di COV non costante e stabile inferiore a 0,3 kg C/h, la frequenza del monitoraggio può essere ridotta a una volta ogni 3 anni o la misurazione può essere sostituita da un calcolo, purché garantisca dati di qualità scientifica equivalente.
Per il trattamento termico dei gas in uscita dal processo, la temperatura nella camera di combustione è misurata in continuo. A questo controllo è associato un sistema di allarme qualora le temperature escano dall’intervallo di temperatura ottimizzato.
Al fine di ridurre le emissioni di COV negli scarichi gassosi e incrementare l’efficienza delle risorse, la BAT consiste nell’utilizzare una o una combinazione delle tecniche riportate di seguito.

Cattura e recupero dei solventi nei gas in uscita dal processo

Condensazione.
Si tratta di una tecnica per eliminare i composti organici abbassando la temperatura al di sotto del punto di rugiada, in modo da liquefare i vapori.
In funzione dell’intervallo delle temperature di esercizio necessario, si utilizzano refrigeranti diversi, ad esempio acqua di raffreddamento, acqua refrigerata (temperatura di norma intorno a 5°C), ammoniaca o propano.
L’applicabilità può essere limitata quando la domanda di energia per il recupero è eccessiva, a causa del basso tenore di COV.

Adsorbimento con carbone attivo o zeoliti
I COV sono adsorbiti sulla superficie del carbone attivo, delle zeoliti o della carta in fibra di carbonio.
L’adsorbato è successivamente desorbito, ad esempio con vapore (spesso in loco), in vista del suo riutilizzo o smaltimento e l’adsorbente è riutilizzato.
Nel caso di funzionamento in continuo, in genere si utilizzano in parallelo più di due adsorbenti, uno dei quali in modalità desorbimento.
L’adsorbimento viene utilizzato comunemente anche come una fase di concentrazione, per aumentare la successiva efficienza di ossidazione.
L’applicabilità può essere limitata quando la domanda di energia per il recupero è eccessiva, a causa del basso tenore di COV.

Assorbimento mediante un liquido idoneo
Viene utilizzato un liquido idoneo per rimuovere, mediante assorbimento, le sostanze inquinanti dai gas in uscita dal processo, in particolare i composti e i solidi (polveri) solubili.
È possibile recuperare i solventi, ad esempio mediante distillazione o desorbimento termico.
Generalmente applicabile.

Trattamento termico dei solventi nei gas in uscita dal processo con recupero di energia

Convogliamento dei gas in uscita dal processo verso un impianto di combustione
Una parte o l’insieme dei gas in uscita dal processo sono convogliati come aria di combustione e combustibile supplementare verso un impianto di combustione (ivi compresi gli impianti di cogenerazione, generazione combinata di calore e elettricità) utilizzato per la produzione di vapore e/o energia elettrica.
Non è applicabile ai gas in uscita da processi contenenti sostanze di cui all’articolo 59, paragrafo 5, della direttiva sulle emissioni industriali.
L’applicabilità può essere limitata per motivi di sicurezza.
Ossidazione termica recuperativa
Il processo utilizza il calore degli scarichi gassosi, ad esempio per preriscaldare i gas di processo in entrata.
Generalmente applicabile.

Ossidazione termica rigenerativa a letti multipli o con un distributore di aria rotante privo di valvole.
Viene utilizzato un ossidatore a letti multipli (tre o cinque) riempiti di materiale ceramico. I letti sono scambiatori di calore, riscaldati in alternanza dai gas di scarico derivanti dall’ossidazione; successivamente il flusso viene invertito per riscaldare l’aria in entrata nell’ossidatore. Il flusso viene regolarmente invertito.
Nel distributore d’aria rotante senza valvole, il materiale ceramico è contenuto in un unico recipiente rotante, suddiviso in più compartimenti.
Generalmente applicabile.

Ossidazione catalitica
L’ossidazione dei COV avviene con l’ausilio di un catalizzatore, per ridurre la temperatura di ossidazione e il consumo di combustibile. Il calore di scarico può essere recuperato mediante scambiatori di calore di tipo recuperativo o rigenerativo.
Per il trattamento dei gas di in uscita dal processo provenienti dalla fabbricazione di filo per avvolgimento, si utilizzano temperature di ossidazione più elevate (500-750°C).
L’applicabilità può essere limitata dalla presenza di prodotti avvelenanti per il catalizzatore.
Trattamento dei solventi contenuti nei gas in uscita dal processo senza recupero dei solventi o termovalorizzazione

Trattamento biologico dei gas in uscita dal processo
I gas in uscita sono depolverati e convogliati verso un reattore, dotato di un substrato che funge da biofiltro. Il biofiltro consiste in un letto di materiale organico (quali torba, erica, compost, radici, corteccia d’albero, legno tenero e diverse combinazioni) o di materiale inerte (come argilla, carbone attivo, poliuretano), in cui il flusso di gas in uscita è biologicamente ossidato a opera di microrganismi naturalmente presenti, e trasformato in diossido di carbonio, acqua, sali inorganici e biomassa.
Il biofiltro è sensibile alla polvere, alle temperature elevate o alle variazioni significative del gas in uscita, ad esempio la temperatura d’ ingresso o la concentrazione di COV.
Potrebbe essere necessaria un’ulteriore alimentazione con nutrienti.
Applicabile unicamente al trattamento dei solventi biodegradabili.

Ossidazione termica
Ossidazione dei COV mediante il riscaldamento dei gas in uscita in presenza di aria o ossigeno al di sopra del loro punto di autoaccensione, in una camera di combustione e mantenendo una temperatura elevata per il tempo sufficiente a completare la combustione dei COV in biossido di carbonio e acqua.
Generalmente applicabile.

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