Grecchi

Un dischetto da mille lire pu contenere il patrimonio tecnologico di un’industria di vernici? Il nostro settore in grado di difendersi dai “pirati informatici”?

Quando cominciai a lavorare nelle vernici … (cio quando cominciai a lavorare…) e quindi, per risalire a quel tempo dovrei usare gli “anni, fa”, o, volendo i “lustri fa”, o, volendolo ancora di pi , potrei anche usare i “mezzi secoli fa”, comunque, a quel tempo, non esistevano ancora i computer, e neanche le macchinette calcolatrici, se si eccettua uno strano strumento, molto simile a una trave (e che quindi usavano molto meglio gli ingegneri che non i chimici) con cui uno riusciva pi o meno a darsi una regolata. Non esisteva neanche Windows e neanche Winword, esistevano a malapena le macchine da scrivere, le quali avevano la banale caratteristica di scrivere proprio su un pezzo di carta non appena battevi i tasti, facendo anche plat plat ad ogni battuta…voglio dire: scrivevano proprio senza neanche premere prima un bottone “on”, aspettare per sentire “crit crit crit”, per poi vedere uno schermo che si riempie di immagini colorate, di simboli di clessidre perduranti e obliteranti, per poi arrivare in un… “Documento 1” – File -Modifica – Visualizza – Inserisci – Formato – Strumenti – Tabella – Finestra? …il che significa che, se vuoi, adesso puoi anche scrivere…ma solo su uno schermo e solo dopo che hai deciso in quale carattere, di quale dimensione, se in grassetto o in magretto, se inclinato o no, con quali margini laterali, con quali margini sopra e sotto, in quale colore, con quale spaziatura, e su quale formato di pagina, perch , se non lo decidi, ti ritrovi con dimensioni, tipo di carattere, e tutto il resto che ha lasciato il tuo nipotino quando ha scritto all’amichetta: ti hamo quasi tanto! cosa che la dannata macchina ha “salvato” proprio nel tuo “Documento uno” per cui, per sapere che cosa diavolo sta succedendo, non ti resta che rifugiarti nell’help, cliccando sull’apposito punto interrogativo il quale, infatti, ti informa immediatamente che qualcuno ha “inserito un oggetto” o incorso nell’errore di Thesaurus ( ???) e che quindi bisogna subito eliminarlo (?) per poter procedere oltre, il che ti induce a pensieri omicidi nei confronti di bambini di sette anni peraltro incolpevoli sia del fatto di aver loro consentito l’accesso alla macchina per giocare a “Supermario”, sia dell’essere gi innamorati in cos tenera et … Adesso non pensate che io ce l’abbia su con i computer.
Voglio dire: non c’ bisogno che lo pensiate… (e, tra l’altro, io direi che sono piuttosto loro che ce l’hanno su con me). Tuttavia, dopo le prime abominevoli litigate, uso normalmente un computer in quanto ormai impossibile farne a meno (… non vero: ne faresti a meno benissimo ma, se non lo usi, ti dicono che sei uno zombi!)… anche se comincio a pensare che i portatili come questo con cui scrivo potrebbero essere nettamente migliori se, invece di 2430 grammi pesassero solo 2 grammi, consumassero meno corrente, sempre pronti per scrivere appena li tocchi, avessero un’autonomia di mesi e mesi anche per la cartuccia della stampante, scrivessero in tutte le lingue che conosci e in tutti i caratteri che t’hanno insegnato a scuola (da una parte) e cancellassero qualsiasi errore (dall’altra), e si potessero tenere comodamente nel taschino … ( e quindi, invece di note-book, si chiamassero matita…) Viene da chiedersi come diavolo potevano andare avanti le fabbriche di vernici senza i computer. Con tutte le migliaia di formuline e formulette che hanno le fabbriche di vernici … che, tra l’altro devono consultare tutti i momenti! (mica sono la China Martini o il Campari soda!). Sono pi che certo che la formula della miscela di erbe che compone la China Martini, in un computer, sicuramente, non c’ … e non ci sar mai! (se la tramandano verbalmente, di padre in figlio i Conti Rossi di Montelera, le cui nuove generazioni la mandano a memoria al compimento della maggior et …) E fanno benissimo! E cos dovrebbe essere per le buone vernici…. …e qui arriviamo al punto. Una volta una formula che ti era costata magari un anno di lavoro riuscivi benissimo a difenderla. Essa veniva prima scritta a mano su foglietti a quadretti in genere sporchi della vernice stessa (quelli delle resine appiccicavano sempre …) e poi a macchina su “cartellini” di cartoncino che andavano a finire, debitamente controfirmati dal capolaboratorio, in opportuni mobili metallici con cassettini metallici chiusi a chiave chiamati rubricatori …, tutti i cartellini debitamente in ordine alfanumerico, e tutti esclusivamente espressi in codici (delle materie prime, degli intermedi e delle resine). Insomma: un “cartellino” risultava solo essere una serie di numeri sulla prima colonna (i codici) e una serie di numeri sulla seconda (le quantit percentuali) in modo che non che proprio il “primo pirla che passa” potesse leggere e capire tutto… Adesso no, adesso non pi cos ! Adesso sulla stampa di una formula c’ tutto e pi di tutto… Non solo i codici delle materie prime, ma proprio il loro nome in chiaro… E ci pu essere, debitamente computerizzato, il nome del fornitore di ogni materia prima, l’indirizzo, il suo telefono, il costo al chilo dell’ultima fornitura, il termine di pagamento, il nome del dirigente a cui rivolgerti, il telefono dell’amica del suddetto dirigente (per ore notturne e week-end), il CMP della formula, quanti chili ne hai prodotto in quel mese e quanti in progressivo…in che latte lo confezioni, di quale ditta, e quanto ne hai a scorta, di latte e di prodotto… insomma c’ tutto quello che ogni ’’funzione operativa” ha chiesto al Capocentro, pi qualcos’altro che a detto Capocentro viene sempre in mente a titolo di ridondanza informatica…( caratteristico il telefonino dell’altra amica del suddetto dirigente…quella fuori sede…) Cio : c’è tutto, proprio tutto… …tutto pronto per un Know-How …ma anche tutto quello che serve al tuo concorrente…. Eh! direte voi! “ma mica tutti hanno l’accesso . . . !” …insomma …i Password… mica ce l’hanno tutti ! ! ! E’ vero… Per io un giorno di tantissimi anni fa ad un terminale di un IBM grande come un seminterrato del palazzo di giustizia, pieno di mega-nastri magnetici “stop and go”, che probabilmente aveva pi o meno gli 800 Mega di quest’affarino con cui sto scrivendo,… alla richiesta: “Pass del richiedente” mi venne lo sfizio di battere: “pincopallino”. …e fu quel giorno che a me, lurido tecnico, “neoassunto” da quella ditta, caddero in mano i conti correnti privati dei titolari dell’azienda… …caddero..ma non si fecero neanche tanto male… … noto che esiste UNA probabilit statistica che uno scimmione, battendo a caso i tasti di una macchina per scrivere, un giorno scriva tutta “Guerra e Pace”…firmandosi anche Leone Tolstoi… …io dissi solo che stessero attenti…dissi solo che era successo… e che quindi poteva risuccedere… …dissi … …incolpevolmente… …inconsapevolmente… … … ma ineluttabilmente… N.B. Accidenti! …mi viene in mente adesso che proprio l che m’hanno fatto dirigente…

Dr. Frank Peer Underall