Grecchi

So cosa vuol dire essere cacciati da casa nel giro di un’ora portando con noi solo una valigetta e lo spazzolino da denti 

Caro Direttore,

so che tu aspetti da me il solito raccontino in 3d… ebbene ti devo dire che non me la sento. Non mi sento di far leggere ai tuoi lettori, in questo momento, futili inezie quali i miei ricordi di lavoro, mentre vicino a noi sta accadendo… quello che sta accadendo. Vedi, direttore, pochi forse dei tuoi lettori hanno vissuto “l’altra guerra”… io invece si. Quindi so cosa vuol dire stare in cantina mentre le bombe ti scoppiano sulla testa, so cosa vuol dire veder fucilare il tuo amico perch i tedeschi lo ritenevano un porta ordini dei partigiani, so cosa vuol dire essere cacciati da casa nel giro di un’ora portando con noi solo una valigetta e lo spazzolino da denti, so cosa vuol dire veder caricare su un camion tutta la famiglia Segre (genitori e bambini) e non rivederli mai più…so cosa vuol dire. Per questo non ti scrivo “raccontini”…sarebbe quasi blasfemo! Ma per quanto riguarda la Jugoslavia, un giorno a Lubiana (erano i tempi della Bosnia) chiesi ad un signore “del posto” quando mai “quelli l ” avrebbero finito di uccidersi, di odiarsi e di torturarsi a vicenda. Mi rispose: “mai!”.
E continuò: “c’ una sola possibilità, e ciò un’immane catastrofe sismica.
Un terremoto così violento per cui i pochi rimasti siano ancora troppi per quanto avranno da mangiare e troppo pochi per fare una guerra”.

Dr. Frank Peer Underall