Serramenti difetti sfogliatura

Come per gli esseri umani, anche per il legno l’umidità svolge un ruolo importante, i cui effetti, positivi e negativi, devono essere conosciuti ed approfonditi

ENZO MORANDI
C.E.R.T.O. (CENTRO DI RICERCA TOSCANO)

No, no ci mancherebbe, non vi spiegheremo cos’è l’umidità: lo sanno tutti!  Ciò che invece non tutti sanno è quello che combina l’umidità ai mobili, agli infissi e alle persone: è ciò che cercheremo di spiegarvi. Intanto cominciamo con lo sfatare quel brutto luogo comune che dice che l’umidità è sempre dannosa per tutto e tutti. Non è vero, o perlomeno non sempre, non a tutto e a tutti e poi dipende quanta ed in quale caso. Se prendiamo un giorno d’agosto, con oltre 30 gradi di temperatura ed un’umidità dell’aria del 80%, in cui si respira male (l’afa dà fastidio a tutti), accendendo un ventilatore, o posizionandoci in un punto dove l’aria crea una notevole corrente, il malessere sparisce, si ricomincia a respirare bene e il senso di spossatezza se ne va in breve tempo: è forse diminuita l’umidità? Niente affatto, temperatura ed umidità sono rimaste le stesse, ma il nostro corpo (molto più preparato di quanto si creda), trovandosi in un flusso d’aria che, sfiorando il corpo, tende ad asciugarlo e raffreddarlo, si difende dando una sensazione di maggior freddo e di maggior secco, che in questo caso è positivo. La sensazione di benessere viene dal fatto che l’aria che lambisce la pelle togliendo poca umidità dal corpo (perché è quasi satura), asporta però l’aria, scaldata dalla pelle, rinnovandola continuamente senza danni.Color o che lavorano davanti ad una cabina di verniciatura, non devono preoccuparsi della troppa umidità, ma dell’eventuale secco, che porta via aria umida intorno al corpo continuamente, obbligando tutto il sistema circolatorio a rimpiazzare l’acqua asportata e costringendo l’individuo a bere più del normale (sperando sia acqua e che sia buona). Anche il legno, contrariamente a ciò che molti credono, ha tutta una serie di difese contro l’umidità e contro il gran secco, non solo quando è in pianta con le foglie, le radici e tutto il suo sistema di circolazione della linfa, ma anche quando lo crediamo morto, ridotto in tavole o regoli, torniti od intagliati.Anch e in queste condizioni il nostro bravo pezzo di mobile o infisso che sia, ha il suo equilibrio da mantenere e fa cose incredibili per conservarlo. Per esempio, se l’atmosfera si fa troppo secca, cerca di ridurre la dimensione dei pori più esposti e di inviare (tempo permettendo) i sali minerali contenuti nei suoi vasi, trasportati dall’acqua che se ne va, lasciandoli proprio alla fine del percorso, in modo da ridurre le aperture dalle quali esce. Se l’umidità diventasse invece troppa, quel legno quasi morto invierà nella zona di arrivo altri prodotti (resine, oli, lignina, acidi poco solubili ecc). Tutto questo con un sistema fisico, semplice e funzionale. Naturalmente le riserve di prodotti di difesa finiscono, ed un legno staccato dall’albero, senza nutrimento, non è certo in grado di ricrearseli una volta finiti o asportati (attenzione, voi che essiccate artificialmente o anche naturalmente il legno: un dilavaggio eccessivo lo danneggia, come un’atmosfera troppo secca per troppo tempo o raggiunta troppo rapidamente). Quando il legno non ha più difese, a secondo dell’ambiente in cui si trova, può morire veramente e definitivamente in poco tempo, vittima di insetti, funghi, muffe, tutta roba che ha bisogno di un’umidità superiore al 20%, che corrisponde ad un’umidità dell’aria dell’80% circa (dipende anche dalla temperatura). I difetti che può dare il troppo secco sono invece soprattutto meccanici; un legno messo in un ambiente estremamente secco, sotto il 20% di umidità relativa dell’aria si disidrata ed in breve tempo perde per evaporazione anche gli oli, le resine, le gomme e buona parte di ciò che contiene allo stato di prodotto “libero”, diminuendo le sue dimensioni anche del 20% a seconda della specie legnosa. Se rimanesse in un ambiente di questo genere (cosa molto difficile) non subirebbe altri guai e potrebbe resistere migliaia di anni; purtroppo però appena dovesse riassorbire umidità, tutte le spore che contiene ridiventeranno funghi, muffe, batteri, e insieme a questi magari si schiuderanno delle uova d’insetto, che con la giusta umidità e temperatura, daranno vita a tutto un nuovo brulicante, distruttivo, irreversibile, processo che porterà alla morte.
L’umidita relativa dell’aria, ottimale per noi ed i nostri mobili, è intorno al 50%, con una temperatura di 23°C, oppure al 60%, con una temperatura di 20°C. Insomma il nostro ambiente ideale sarebbe quello con una temperatura non inferiore ai 18 °C, non superiore ai 25°C ed un’umidità dal 45% al 70% (tutto questo ad aria quasi ferma). Con aria in movimento, più aumenta la velocità dell’aria e più dovranno aumentare temperatura e umidità relativa.

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