Grecchi

3D la terza dimensione. Nell’interpretazione corrente puo’ essere, ad esempio, lo spazio: dimensione di cui ben difficilmente si tiene conto guardando una fotografia proprio perche’ siamo cos abituati a vedere lo spazio, quando “guardiamo”, che non ne consideriamo n l’evidenza n l’importanza. Ma lo spazio esiste, indipendentemente da quell’immagine, nella realt dell’immagine stessa !

Oltre che scrivere leziosit in tre dimensioni , io, questa rivista, la leggo anche… …e tutta questa faccenda dei diluenti di recupero a basso costo bisogna assolutamente che la chiariamo una volta per tutte! Penso che abbiate gi capito che io non sono un lurido commerciale bens un lurido tecnico ed per questo che , se mi seguite un momentino (voi e il chimico dei diluentisti!), ci facciamo un piccolo ragionamento in 3D… Ho notato che le composizioni medie dei diluenti analizzati nei numeri scorsi contengono sempre notevoli percentuali di alcooli (anche nei cosiddetti diluenti poliuretanici), per esempio di alcool metilico il quale, a prescindere dalla nocivit , ha, come tutti gli alcooli, il suo bravo ossidrile (-OH). Infatti essendo l’alcool metilico CH3-OH (dove C pesa 12, H pesa 1, e O pesa 16) CH3-OH pesa 32 (12+ 3 +16 +1) e l’ossidrile da solo pesa 17 (16+1). Quindi il % in ossidrile dell’alcool metilico e’ evidentemente 17/32×100 = 53.125% , cioe’ 100 parti di alcool metilico contengono 53.125 parti di gruppi ossidrilici (come 100 parti di alcool butilico ne contengono 22.97).
Ora: un normale catalizzatore poliisocianico (al 50% di impiego) contiene mediamente il 5 % di gruppi isocianici ed un solo gruppo isocianico (-NCO) reagisce proprio con un solo gruppo ossidrilico (-OH) formando un gruppo uretanico (CH3-OH + NCO-> CH3-O-CONH-). Allora : se il gruppo ossidrilico (-OH ) fa parte della molecola della resina del componente A (cio attaccato ad essa) il gruppo uretanico che si forma costituisce uno dei miliardi di legami che contribuiscono alla reticolazione del film del poliuretano finale, se invece il gruppo ossidrilico fa parte di un alcool, il gruppo uretanico che si forma non serve ad altro che ad annullare il gruppo isocianico….e stop, in quanto l’alcool non “attaccato a niente”. Quanto % di gruppi isocianici abbiamo nella miscela 100 parti di A + 50 di B appena fatta ? Evidentemente 2.5 ( quelli delle 50 parti di B che ne ha 5 su 100) il quale “2.5” diviso 150 (somma di A + B)x100 fa 1.666.% e quindi per annullare 1.666 Parti di -NCO % ,presenti nella miscela (100 di A + 50 di B) bastano 1.666 Parti % di ossidrili, cio esattamente il 3.14% di alcool metilico(oppure il 5.57% di butilico). Nel caso quindi, di un bel diluente a 1600 L./Kg., contenente il 10% di alcool metilico (o una pi alta percentuale di miscele di alcooli), ne basta il 30% per distruggere, in circa un’ora, tutto il catalizzatore poliuretanico che avete pagato fior di quattrini, e il prodotto in velatrice o nel recipiente dello spruzzo, nel giro di un’ora, si altera a tal punto che come se non fosse stato catalizzato! Se lo diluite col 15% ne distruggera’ quasi la met !… Pensate che gli alcooli sono normalmente impiegati come “chain stopper” (elementi di arresto di polimerizzazione di molecole lineari in catena) nelle produzioni, in reattore, di poliuretani elastomerici ad alto peso molecolare ! La velocit con cui l’alcool distrugge il poliisocianato funzione della presenza o meno di eventuali accelleranti di catalisi nel componente A i quali si comportano da accelleranti di reazione ancora di pi nei confronti degli alcooli…. e non credete ad una prova applicativa “catalizzo, diluisco e spruzzo subito”…quella magari va anche bene perch , sul film applicato, l’alcool, rapido ad evaporare, se ne vola via prima di reagire !!! Comunque quando avrete un bel po’ di roba che non si carteggia, che non aderisce, che impasta, che sbianca, che forse appiccica anche… …ci potra’ persino essere, fra voi carissimi verniciatori, chi chiedera’ i danni, come al solito, a tutti tranne che ai diluentisti!
So anche che qualsiasi “responsabile tecnico” di vernici per legno vi dovrebbe scrivere una bella letterina nella quale avvertirvi che il fornitore di vernici “declina qualsiasi responsabilit nel caso vengano impiegati diluenti non di sua produzione”! …e sapete perch non lo fa??? Perche’ il solito lurido rappresentantino gli dice che “…se gli scriviamo cosi’ perdiamo il cliente !…ma, sopratutto, perche’ gli altri produttori di vernici non lo scrivono!” A parte il fatto che non capisco perche’ si debbano “spendere” 1600 lire al chilo per distruggere ci che costato piu’ di 6000, se ricordate ancora che cosa una buona vernice (vedi n. 2 di questa rivista) direi che sarebbe, se mai, proprio il fornitore ad aver diritto a chiedere dei danni! …in fin dei conti lui vi ha portato in casa una donna di classe (es. la 4a./emissioni) , ma qualche “protettore dei costi” l’ha sbattuta su una strada a fare la puttana per 1600 lire a “marchetta” (… leggi, se vuoi, piccola marca di diluente….io voglio proprio dire “marchetta”)…! Detto per inciso, un buon produttore di vernici poliuretaniche collauda in gas-cromatografia tutti i solventi e non accetta solventi contenenti tracce di alcool (la cosa probabile, ad esempio, nell’acetato di isobutile che pu contenere alcool isobutilico tra il 3 e l’8 per mille) ed per questo che si usa preferibilmente l’acetato di butile che ne sempre esente ! E questa la pura verit in 3D !.

N.B. il calcolo descritto sopra quello che fa il chimico sulla base dei pesi molecolari e dei gruppi funzionali di due sostanze in reazione; questa “materia” si chiama ” stechiometria” (dal greco = misura dei pesi) e l’esame di “stechiometria” si sostiene al primo anno nel corso di laurea in chimica dopo aver eseguito anche il relativo laboratorio sperimentale (anzi e’ il primo dei 36 esami nei 5 anni di chimica industriale) e quindi, se proprio ne vogliamo fare una discussione “par-condicio” col diluentista, a me basta che “il chimico del diluentista ” non sia neppure laureato. Mi basta uno sfigato qualsiasi che abbia solo cominciato l’universita’, e che anche non ce l’abbia fatta al secondo anno, e che, come al solito, sia ripiegato su una molto piu’ comoda laurea in legge… e che poi abbia sballato anche quella …ma che abbia almeno fatto “stechiometria” !!

Dr. Frank Peer Underall