Renner

La foto che ritrae il sindaco di Minerbio, Lorenzo Minganti, e il direttore generale di Renner, Lindo Aldovandi, risale al 2013, ma nell’ultimo anno l’atmosfera è diventata meno cordiale…

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RENNER AMPUTATA?

Nel comunicato stampa diffuso da Renner l’8 marzo, l’azienda accusa esplicitamente il sindaco di Minerbio (ritenuto evidentemente il deus ex machina dell’istituzione, in grado di indirizzare unilateralmente le decisioni del Comune) di “amputare l’azienda per costruire una rotonda pericolosa. È in atto – prosegue il comunicato – un’amputazione del nostro sito industriale che potrebbe produrre una situazione di grave pericolo per gli utenti della strada e per i dipendenti Renner Italia. Sono trascorsi pochi mesi dal drammatico incidente dello scorso 6 agosto a Borgo Panigale, che comportò l’esplosione di un’autocisterna provocando morte e distruzione. Eppure quel tragico episodio pare non abbia insegnato alcunché».
Non usano mezzi termini in Renner per commentare l’espropriazione del parcheggio in via Ronchi Inferiore 7, ritenuto “penalizzante in quanto condiziona negativamente le nostre capacità di sviluppo e ci colloca in una posizione di irregolarità rispetto alle leggi».
In quell’area, finora destinata al parcheggio dei dipendenti, l’amministrazione comunale di Minerbio costruirà una rotonda, la cui utilità viene messa in discussione dal dg di Renner, Lindo Aldrovandi, che giudica la progettazione “sbagliata, irrazionale e lesiva dei nostri diritti”, per cui l’azienda ha dato mandato ai propri legali per la tutela dei propri diritti.
L’azienda spiega nel dettaglio le questioni che “…fanno gridare allo scandalo…”, segnalando che “….man mano che divampava la polemica sulla Tari, l’ufficio Urbanistica presentava progetti che progressivamente erodevano sempre più la nostra superficie. È una casualità? Dove vuole arrivare questa amministrazione?”
Si apre dunque un nuovo fronte nella dura battaglia che Renner Italia sta conducendo da ottobre 2018, quando ha trascinato in tribunale sia il Comune di Minerbio che Lorenzo Minganti in persona, contestando un danno di immagine pari a 1,2 milioni di euro, a causa di un accertamento Tari in cui si invitava l’azienda ad aderire ad una proposta di definizione per le annualità 2012/2017 pari a 1.158.812 euro.

SCENDE IN CAMPO ANCHE ALEXANDRE CENACCHI, AZIONISTA DI RIFERIMENTO DI RENNER ITALIA

La proprietà brasiliana, segnalando di aver investito 60 milioni e chiedendosi se la presenza dell’azienda non sia gradita, da San Paolo invia una lettera, che riportiamo integralmente nel virgolettato.
Quando il mio amico Lindo Aldrovandi venne in Brasile a trovarmi, nell’ormai lontano 2003, non esitai. L’idea di investire in Italia mi conquistò immediatamente. Quello che sarebbe diventato il nostro direttore generale non poteva sapere, però, che uno dei motivi che mi avevano conquistato era del tutto personale. Mio padre Olindo, giunto in cerca di fortuna a São Paulo negli anni ’30, era di Minerbio. E ora Aldrovandi mi chiedeva di creare Renner Italia proprio nel luogo da cui tutto era partito: la vita sa sempre sorprendere!
Dal 2003 a oggi, insieme alle famiglie Renner-Herrmann e Cocchi, abbiamo investito in questo progetto industriale più di 60 milioni di euro. Nel 2019 abbiamo impegnato 5 milioni di euro affinché Renner Italia possa continuare a crescere, assumere altro personale, fare ricerca e farsi valere in tutto il mondo. Così, da São Paulo, riesce davvero arduo comprendere cosa stia accadendo tra il Comune di Minerbio e Renner Italia. Perché l’azione dell’amministrazione pubblica locale è così ostile nei confronti di quella che da più parti viene indicata come azienda modello? La nostra presenza a Minerbio non è più gradita alla politica? Abbiamo 10 società sparse tra gli Stati Uniti d’America e l’India, passando dal Messico, la Spagna, la Francia, la Polonia, il Regno Unito e il Cile. Ovunque abbiamo rapporti fondati sulla correttezza e sul rispetto. Mai ci siamo imbattuti in situazioni di questo tipo. A quindici anni dall’avvio di quella bellissima esperienza, speriamo che la politica, purtroppo ormai incapace di creare le giuste condizioni per il benessere delle imprese e dei lavoratori, quantomeno cessi di osteggiarli”.

IL SINDACATO A FIANCO DELL’AZIENDA

La rappresentanza sindacale unitaria Filctem-Cgil di Renner Italia ha voluto esprimere forte preoccupazione per la decisione del Comune di Minerbio di realizzare la rotatoria, che ritiene determini una situazione di pericolo per i lavoratori di Renner, per gli autotrasportatori quotidianamente impegnati nelle operazioni di consegna e scarico di materiale infiammabile e per tutti gli utenti della strada in generale.
Secondo la RSU, “…fin dalla nascita (2004) Renner Italia ha dimostrato di impostare la propria politica industriale sulla base del dialogo costruttivo anche con le organizzazioni sindacali. È stata capace di accompagnare la crescita dei livelli occupazionali (che quest’anno raggiungeranno le 340 unità) con un’avanzata contrattazione di secondo livello, che ci vede attivamente coinvolti.
Non si trascuri, infine, che dagli investimenti stranieri alla base dell’esperienza industriale Renner Italia non dipendono soltanto 320 lavoratrici e lavoratori, ma anche numerose aziende dell’indotto. Ci aspettiamo dunque che il Comune di Minerbio intenda preservare quello che è un bene collettivo e che non incida negativamente sulla percezione dello scenario locale sugli investitori in Brasile. Invitiamo l’amministrazione comunale di Minerbio a valutare bene gli impatti determinati dall’iniziativa e a mettersi in posizione d’ascolto rispetto alle istanze di Renner Italia e della nostra organizzazione”.

LA REPLICA DEL SINDACO: EVITIAMO PARAGONI MACABRI…

Da noi contattato, il sindaco si dichiara stupito di questa che ritiene una “nuova inspiegabile polemica di Renner, azienda con la quale abbiamo vantato sempre ottimi rapporti, almeno sino alle verifiche fiscali a loro carico”. Minganti ci invia tra l’altro una delle varie lettere di ringraziamento dell’azienda ed il link una news su uno dei diversi accordi intercorsi con Renner, in cui appare anche la foto dell’amministratore delegato Aldrovandi (vedi sopra).
“Stiamo parlando di appena 25 posti e di un progetto noto all’azienda sin dal 2017 – sottolinea il Sindaco – e ho sempre detto che la mia porta è aperta per risolvere qualsiasi problema, ma Renner continua a rifiutare ogni incontro. Ci siamo incontrati in più occasioni nell’autunno 2017 e nel corso dell’iter espropriativo non hanno mai presentato nessuna osservazione. Perchè solo oggi, ad avvio dei lavori, avanzano dei problemi? Curiosa coincidenza, che non vorrei dipendesse dalle pendenze tributarie che li riguardano. Purtroppo però con le sue parole, l’amministratore delegato Aldrovandi è davvero andato oltre e dovrà risponderne nelle sedi opportune.”
La rotonda risulta progettata dall’ingegner Elisa Moruzzi dello studio tecnico IS di Modena (individuato con pubblica gara d’appalto) che ne garantisce pienamente la sicurezza ed il rispetto delle norme vigenti e fa parte del progetto di circonvallazione che le imprese della zona industriale hanno più volte richiesto.
Il Sindaco ricorda inoltre che Renner in passato non ha mai manifestato una carenza di parcheggi, tanto da chiedere nel 2014 una modifica al proprio piano urbanistico proprio per diminuire i suoi parcheggi interni, proposta accettata dall’Amministrazione per agevolare lo sviluppo di Renner. Ricorda anche che il Comune diede già nel settembre 2017 piena disponibilità a Renner di individuare una diversa area di parcheggio, ben più ampia di quella oggi sacrificata, disponibilità accettata dall’azienda il 12/12/2017 con un’email del manager Wladimiro Boffelli.
Nel corso della procedura espropriativa, che si è svolta tra dicembre e maggio 2018 non è pervenuta nessuna osservazione da parte di Renner (conduttrice dell’area) né da parte del locatario della stessa.
“Non vorrei – ha dichiarato il Sindaco – che questo fosse solamente l’ennesimo atto di quella polemica che Renner ha avviato lo scorso 28 ottobre, quando dichiarò l’esistenza di un maxi accertamento tributario Tari da 1.150.000 Euro. Colgo l’occasione per ribadire che si tratta di un’affermazione totalmente falsa! Nessuna cartella di tale importo è mai stata emessa dagli uffici comunali: basta considerare che l’intera Tari incassata dal Comune di Minerbio ammonta a circa 900.000 Euro per cogliere la sproporzione di tale affermazione. È poi inqualificabile l’accusa secondo la quale la rotonda sarebbe stata spostata a seguito della polemica sulla Tari; a parte il fatto che l’approvazione del progetto precede di parecchi mesi tale polemica, in tal modo si lede la professionalità dei tecnici e funzionari comunali. Si tratta di un’affermazione di una gravità inaudita che non può passare sotto silenzio. Valuteremo con i nostri legali la posizione dell’amministratore Aldrovandi.
Aggiungo che sono stupito dal comunicato delle RSU aziendali. È normale la preoccupazione dei lavoratori, in particolare se gli fossero state raccontate cose non vere, ma forse sarebbe stato più opportuno ascoltare anche le parole dell’Amministrazione comunale prima di assecondare la posizione aziendale. Posso garantire che siamo qui per tutelare il lavoro, come abbiamo fatto in tutti questi anni: basti ricordare i numerosi progetti dell’azienda, che sono stati approvati in tempi rapidissimi e in ben tre occasioni anche in variante dei vigenti strumenti urbanistici.”
Il Sindaco non perde l’occasione per segnalare la gravità del richiamo al terribile incidente di Borgo Panigale, che considera “un paragone macabro, che offende l’intelligenza di chi legge; se i camion quotidianamente movimentati da Renner e che attraversano quotidianamente i nostri centri abitati sono a tale rischio di esplosione, abbiamo forse un pericolo ben maggiore di una rotonda che occupa 25 posti auto.”

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