Verniciatura dei pavimenti

Il trattamento di verniciatura dei pavimenti ha una funzione estetica, ma soprattutto le superfici devono essere protette dalle forti sollecitazioni a cui sono continuamente sottoposte

Franco Bulian – CATAS

I trattamenti effettuati sui pavimenti di legno hanno certamente la funzione di renderli esteticamente ancor più piacevoli, attraenti e accoglienti, ravvivandone la naturalità dei colori e dei disegni. Non bisogna tuttavia dimenticare che il loro ruolo è anche quello di proteggere adeguatamente queste superfici delle sollecitazioni a cui sono continuamente sottoposte, specie nel caso di luoghi ad alta frequentazione come negozi, teatri o aeroporti. E’ bene sottolineare innanzitutto che alcune caratteristiche proprie del legno, come ad esempio la durezza, non possono essere compensate da un trattamento di verniciatura. Legni particolarmente “teneri” potranno quindi essere facilmente deformati da un tacco a spillo o dalla punta metallica di un ombrello, indipendentemente dal trattamento a cui sono stati sottoposti. La protezione superficiale riguarda soprattutto gli effetti di usura provocati dal continuo calpestio, o quelli derivanti dal contatto con acqua o comunque con liquidi che in modo deliberato (detergenti) o accidentale (caduta di bibite o alimenti) possono venire a contatto con il pavimento. Il mantenimento nel tempo dell’aspetto originale e delle caratteristiche del pavimento dipende quindi in modo basilare dai trattamenti a cui è stato sottoposto. C’è un aspetto che va tuttavia chiarito e sottolineato a tal proposito, in quanto è spesso oggetto di attese che a volte vengono deluse e che possono addirittura portare a reclami e contestazioni: si tratta del colore del legno. Tutte le superfici legnose tendono infatti a cambiare il proprio colore quando sono esposte alla luce visibile. Generalmente le specie con tonalità più chiara evidenziano maggiormente questo fenomeno nel corso del tempo, ma non esiste una regola precisa, anche per la variabilità insita in questo materiale, che addirittura può riguardare le diverse zone del tronco di uno stesso albero. Le vernici possono a volte rallentare o ridurre l’entità del fenomeno, ma non impedirlo del tutto. La ragione è semplice ed è contenuta nella descrizione già espressa nelle righe precedenti: è infatti la luce visibile che causa il cambiamento di colore. Bisognerebbe quindi schermare il legno da queste radiazioni, ma ciò significherebbe tuttavia rivestirlo con vernici bianche o colorate che ne impedirebbero la vista. Il cambiamento di colore di un pavimento di legno è quindi un fenomeno naturale, che come tale deve essere conosciuto e accettato. Alcuni operatori del settore lo chiamano addirittura “maturazione del legno”, richiamando con tale termine un processo naturale notoriamente associato ai cambiamenti di colore. Ritornando ai trattamenti, è possibile schematizzare in modo sommario che le strategie di protezione dei pavimenti di legno seguono due strade con filosofie tendenzialmente opposte. La prima è quella di utilizzare dei cicli di verniciatura che conferiscano alla superficie elevate resistenze meccaniche e chimiche. Questo è generalmente il caso dei pavimenti cosiddetti “prefiniti”, in quanto vengono direttamente verniciati presso gli stabilimenti di produzione. Le vernici impiegate, chiamate “fotoreticolabili” (o semplicemente UV) sono altamente tecnologiche, prive di solventi e indurite in impianti molto complessi. tramite irraggiamento effettuato con radiazioni ultraviolette. Le superfici così ottenute offrono solitamente delle prestazioni assai elevate. Il secondo approccio è invece completamente opposto a quello appena citato, in quanto prevede di trattare il legno con prodotti semplici come cere od oli. Questi trattamenti offrono in realtà una protezione minima al legno, anche in termini temporali. Il loro vantaggio è tuttavia quello di poter essere facilmente ripristinati con operazioni di manutenzione agevoli, che devono essere tendenzialmente programmate nel tempo. I trattamenti con cere od oli sono assai apprezzati da un punto di vista estetico, in quanto mantengono, completano ed esaltano la naturalità del legno. Tra questi due estremi esistono anche trattamenti considerabili come intermedi, che vengono generalmente effettuati in loco, utilizzando vernici all’acqua. La variabilità del risultato estetico ottenibile e delle prestazioni offerte in questo caso è assai ampia. A tal proposito è utile rammentare che negli ultimi anni gli enti di normazione nazionali ed europei hanno sviluppato una serie di metodi di prova specifici, che consentono di “misurare” le prestazioni di un pavimento verniciato, offrendo così al mercato degli utili strumenti, sia per confrontare prodotti diversi sia per operare delle scelte oggettive. In conclusione si può brevemente riassumere che l’impiego di pavimenti di legno, abbinato ad adeguati trattamenti di protezione superficiale, risulta un approccio che offre una versatilità difficilmente riscontrabile con l’utilizzo di altri materiali. Come più volte riportato in queste note, il legno può offrire una sensazione di naturalità, di calore e di accoglienza unici, che i trattamenti di finitura possono contribuire ulteriormente a esaltare. E’ tuttavia necessario conoscere le caratteristiche del legno in sé e delle prestazioni che possono essere raggiunte con i vari trattamenti disponibili. A tutto ciò si sommano anche la necessaria cura e la manutenzione che devono essere considerate per questi pavimenti, affinché la qualità insita nella loro scelta si esprima anche nella consapevolezza di ciò che possono offrire.

QUALI REQUISITI PER I PAVIMENTI VERNICIATI?

Il gruppo di lavoro “Superfici” dell’UNI sta predisponendo una norma per definire le prestazioni minime richieste dalle superfici dei pavimenti di legno. Il documento, già in fase di avanzato sviluppo, vuole rappresentare un supporto per i produttori di vernici, i produttori di pavimenti e i posatori nella formulazione e nella scelta dei cicli di verniciatura più adatti per un determinato ambiente (residenziale, bassa frequentazione e alta frequentazione). La bozza del documento suddivide i pavimenti in tre classi:
• residenziale;
• non residenziale a bassa frequentazione;
• non residenziale ad alta frequentazione.
Le prestazioni richieste riguardano:
• la resistenza agli sbalzi di temperatura
• l’adesione della vernice
• la durezza della vernice
• la resistenza all’abrasione
• l’elasticità
• la resistenza ai liquidi freddi
• la resistenza allo sporco
• la resistenza alla luce.

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