Chiudere fabbriche vernici

Le risposte alla nostra inchiesta sull’emergenza “Coronavirus” sulla scelta di chiudere le fabbriche di vernici. Gli operatori del settore si interrogano sul presente e il futuro della produzione e distribuzione. 

Alessandro Bottosso – Bottosso e Frighetto Vernici

Pessimisti sin dall’inizio

Sin dallo svelarsi delle prime notizie giunte dall’oriente e poi drammaticamente concretizzatesi nel vecchio continente e in Italia, non direi in particolare, ma in primis, la nostra azienda ha seguito con attenzione lo svilupparsi della vicenda che è, ahinoi, tuttora nel pieno del suo corso.
Questa attenzione è stata riservata ai fatti che potessero innanzitutto avere impatto sul benessere e salute dei nostri dipendenti e clienti e, per quanto riguarda i primi, intuendo la potenziale pericolosità del virus, abbiamo deciso subito una riduzione della forza lavoro. Quando ci siamo resi conto che, sebbene fossimo nelle condizioni di operare in condizioni di sicurezza nella fase produttiva con personale ridotto ed adeguatamente equipaggiato e in modalità smart working per le fasi che compatibili con questa modalità, la diffusione del contagio continuava a non diminuire per questo, partecipando attivamente alla campagna di stampa e uniformandosi a quella che è la ratio dei vari decreti susseguitisi (ovvero limitare spostamento e contatti interpersonali) abbiamo deciso di fermare la produzione aziendale, non dopo aver approntato e predisposti per la spedizione tutti i carichi e gli ordini per la clientela estera che ancora non si trovava (e non si trova) ad affrontare la pandemia del Covid-19.

Chiudere le fabbriche di vernici è la soluzione migliore

Riteniamo quindi che lo stop aziendale sia la migliore risposta che si possa dare alla diffusione del virus, con lo scopo di poter quanto prima ritornare in tale maniera ad operare pienamente ed in sicurezza. La nostra azienda è comunque a disposizione delle poche aziende del settore inserite nella filiera delle con produzioni strategiche o essenziali del legno, che siano autorizzate ad operare in deroga allo stop decretato dal governo.

 

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