Un’azienda specializzata nella produzione di film tubolare ha dovuto installare un impianto di depurazione per l’abbattimento dei solventi prodotti dalle macchine flessografiche, con un aggravio dei costi di produzione

A CURA DELLA REDAZIONE

L’AZIENDA

La Termoplast Nord S.r.l. di Giavera del Montello, produce film tubolare, ottenuto per estrusione a caldo, in otto impianti continui, dei granuli di polietilene. Il semilavorato prodotto si raccoglie in bobine che, nella quasi totalità, sono stampate in quattro macchine flessografiche a sei-otto colori, installate in due contigui edifici industriali; successivamente, il semilavorato viene ridotto a forma e misura da macchine taglia-saldatrici, ottenendo sacchi e sacchetti per confezionamento, buste per spedizioni tramite corriere e quant’altro.

La stampa multicolore di un materiale niente affatto assorbente, quale il film plastico, esige, a differenza di quanto possibile per la carta, la velocissima solidificazione dell’inchiostro, ottenibile esclusivamente in macchine dotate di cassetta di asciugatura con circolazione di aria calda, a seguire ogni gruppo di stampa, oltre ad un tunnel finale di essiccazione; è quindi altresì necessario l’impiego di preparati ad alta volatilità, quali i tradizionali solventi organici (essenzialmente, acetato di etile, 1-metossi-2-propanolo, alcol etilico ed alcol isopropilico). I consumi di inchiostro sono estremamente variabili, in funzione delle caratteristiche del cliché e, secondariamente, del numero di colori.

LE EMISSIONI DI SOLVENTE

Direttamente proporzionale alla variabilità dei consumi risulta l’emissione dei solventi citati che, in linea di massima, si ritrovano tutti e subito al camino. Fintanto che era vigente solo il D.M. 12.07.1990, è stato possibile rispettare i limiti, condizionando però la produzione ad un’attentissima programmazione, che prevedesse stampe molto coprenti su una sola macchina ed assai leggere sulle altre due; diversamente, sarebbe stato immediato lo sconfinamento del limite di 4 kg/h, in base al criterio applicativo della norma, che voleva sommati i flussi di massa delle tre emissioni. Invero, il basso residuo secco degli inchiostri porta al facile superamento del limite di concentrazione e/o di flusso di massa anche per l’emissione di una sola stampante.

Essendo abbondantemente superata la soglia di consumo delle 15 t di COV, l’entrata in vigore del D.M. 16.01.2004, n. 44, con il suo strettissimo limite all’emissione (pari a 100 mgC/Nm3), non ha lasciato alternative all’installazione di un abbattitore.

L’IMPIANTO DI DEPURAZIONE

Considerato che la stampa è condotta a ciclo continuo (con l’obiettivo di evitare la sosta settimanale), che il mercato è tendenzialmente rivolto all’aumento delle superfici di inchiostrazione, che l’eventuale calore di recupero non troverebbe pressoché alcun riutilizzo nel processo produttivo, che all’azienda necessitava un abbattitore assolutamente affidabile ed automatico (non disponendo di personale tecnico competete) e capace di garantire rendimenti depurativi elevati al variare del carico inquinante, è stato scelto un combustore del tipo a recupero termico rigenerativo, allo scopo di minimizzare i costi di esercizio, anche se questi risentiranno, però, del cautelativo sovradimensionamento a 32.000 Nm3/h, a fronte dei circa 23.000 Nm3/h attualmente convogliati, per lasciare spazio a futuri potenziamenti della capacità produttiva.
La recentissima attivazione del combustore non ha consentito di raccogliere significativi dati di esercizio, nè in termini di resa (ma in questo sono di conforto i risultati dello studio svolto dalla Provincia di Treviso), né in termini di consumi di combustibile ausiliario (metano).
E’ possibile produrre soltanto il consuntivo di spesa dell’installazione (vedi tabella I), mentre con approssimazione molto ampia si possono prevedere i costi di esercizio (vedi tabella II).

CONSUNTIVO DI SPESA PER L’INSTALLAZIONE DELL’IMPIANTO DI DEPURAZIONE

TABELLA I

Combustore: Euro 264.500
Collettori e valvole automatiche: Euro 30.000
Apparecchi decompressione e misura metano: Euro 17.200
Fondazioni della carpenteria: Euro 19.200
Carpenteria di sostegno del combustore: Euro 55.000
Collegamenti elettrici, gas e varie: Euro 29.500

Costi totali di impianto: Euro 415.400

STIMA APPROSSIMATIVA DEI COSTI DI ESERCIZIO DELL’IMPIANTO DI DEPURAZIONE

TABELLA II

Energia elettrica (64 kW x 6.500 h x 0,239 Euro/kWh): Euro 99.424
Gas metano (60 m3/h x 6.500 h x 0,418 Euro /m3): Euro 163.020
Presunti costi annui di esercizio: Euro 262.444

CONCLUSIONI

E’ assolutamente evidente che la rilevanza di questi importi incide tangibilmente sui costi di produzione e costituirebbe un fattore di determinante penalizzazione se anche la concorrenza non dovesse assumere identiche iniziative per la tutela ambientale, non potendo essere del tutto appagante per Termoplast Nord S.r.l. la tranquillità che la sua produttività non potrà subire intralci e/o arresti per inquinamento atmosferico.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *