Saoncella verniciatura conto terzi

L’unica iniziativa di formazione professionale, teorica e pratica, per la verniciatura conto terzi del legno degli ultimi 10 anni è stata organizzata da un appassionato, visionario e isolato verniciatore conto terzi nella sperduta e sempre più (produttivamente) deserta provincia padovana: sventurata la terra (e il settore industriale) che ha bisogno di eroi…

Pierluigi Offredi

VERNICIATURA CONTO TERZI LEGNO: UN SETTORE SENZA IDENTITA’

Ho passato 40 anni scrivendo di vernici e verniciatori, sperando che il mondo della verniciatura trovasse la capacità di creare una struttura associativa, unendo le energie come succede in tutti i settori industriali maturi, per valorizzare il prodotto e il mestiere, aumentandone la redditività, creare nuovi mercati, formare figure professionali all’altezza della qualità richiesta da manufatti sempre più belli, resistenti e a basso impatto ambientale.

UNA BATTAGLIA PERSA PER FAR CRESCERE LA VERNICIATURA CONTO TERZI LEGNO

Ho passato i primi vent’anni della mia attività editoriale percorrendo in lungo e in largo i distretti italiani in cui si realizzavano e verniciavano i manufatti in legno, da quelli più industrializzati e numericamente più rappresentativi come la Brianza, il Triveneto e il pesarese, fino alle più lontane strutture produttive del meridione, in cui nascevano anche importanti realtà industriali che, senza farsi contaminare dal diffuso parassitismo prodotto dalla concessione di contributi a fondo perso in vari settori, sono cresciute come isole felici nel deserto lasciato da progetti faraonici miseramente falliti.
In quegli anni ho incontrato piccoli e grandi imprenditori, mobilieri, serramentisti, falegnami e verniciatori conto terzi in cerca di informazione e formazione, con la voglia di crescere sia quantitativamente che qualitativamente, ai quali ho predicato (inutilmente!) la necessità di creare iniziative associative e consortili per unire le forze e affrontare un mercato che correva rapidamente e implacabilmente verso la globalizzazione, cioè verso la concorrenza dei prodotti di bassa qualità e di basso costo che avrebbero invaso il mondo, lasciando al nostro Paese solo la possibilità di competere sul piano della qualità, che per noi voleva dire verniciare bene, con prodotti belli, resistenti ed ecocompatibili.

L’INDIVIDUALISMO E’ UNA TARA NAZIONALE DEL SETTORE DELLA VERNICIATURA CONTO TERZI DEL LEGNO

Anche nel nostro Paese ogni settore produttivo industriale, artigianale, commerciale e di servizio, si è dotato di organismi associativi, gruppi di interesse e strutture rappresentative di vario tipo, confermando che l’individualismo è efficiente solo nei mercati in via di sviluppo, dove domina il protezionismo.
Nella verniciatura tutto ciò non si è realizzato, anzi il poco che c’era si è sgretolato. Ho visto quindi nascere e morire rapidamente l’unico consorzio dei verniciatori conto terzi creato in Italia (a Pesaro); scomparire il distretto toscano nell’area di Poggibonsi che voleva (a parole) rifarsi l’immagine introducendo tecnologie di verniciatura a basso impatto ambientale compatibili con la cultura e la conservazione del territorio; ridursi al lumicino il triangolo della sedia nel manzanese, che voleva far confluire le enormi emissioni inquinanti in adeguati impianti di depurazione dell’aria, riducendone i costi grazie a una centralizzazione dei trattamenti.
Negli ultimi 20 anni migliaia di aziende sono scomparse, parafrasando “Blade Runner”, “perdute nel tempo, come lacrime nella pioggia…”

IL SETTORE DELLA VERNICIATURA CONTO TERZI LEGNO E’ PRIVO DI RAPPRESENTANZA

Perfino i produttori di vernici, gli unici che erano riusciti a costruire un’associazione rappresentativa all’interno di Federchimica si sono dispersi, riducendo AVISA (Adesivi, Vernici, Inchiostri, Sigillanti e affini) a un ristretto club, che rappresenta meno di un quarto del mercato delle vernici per legno.
Produttori e rivenditori di vernici, di impianti e attrezzature, verniciatori in proprio e per conto terzi operano come 40 anni fa, “l’un contro l’altro armati”, non solo senza coesione e collaborazione, ma addirittura senza alcuna comunicazione fra di loro!

IL CASO “SAONCELLA”

C’è voluto un ostinato e idealista piccolo imprenditore veneto, che contrariamente a quanto si dice sull’indole individualista degli abitanti del territorio, ha un’idea inclusiva e collaborativa della funzione sociale dell’impresa, per dare una sferzata all’immobilismo del settore.
In perfetta solitudine, si è rimboccato le mani ma, invece di dedicarsi anima e corpo alla produzione e commercializzazione dei propri prodotti (come fanno egregiamente tanti altri imprenditori del settore), ha ritagliato una fetta del suo tempo e delle sue risorse per realizzare un’iniziativa apparentemente improduttiva, ma che costituisce una base fondamentale per dare un futuro e nuova linfa al distretto del mobile, in declino da ormai più di dieci anni. Alla crisi economica del 2008, si è aggiunta infatti l’emergenza Covid 19, che ha spinto molte aziende a tirare ancor di più i remi in barca, concentrandosi sulla propria attività, per salvare il salvabile.
Saoncella invece è andato come sempre contro corrente, pensando che per far rinascere quello che è stato un fiore all’occhiello nell’economia della bassa padovana (che ha perso in 10 anni oltre 2.000 aziende, passando dalle 21.000 mila del 2009 alle 19.000 del 2018), bisogna guardare avanti: da questa visione è nato il progetto “Impara l’arte artigiana. Per ridare un futuro al territorio”.

L’INNOVAZIONE NON NASCE DAL NULLA

“La forza e la resilienza di un’area produttiva non dipendono solo dalla sua forza economica – ci ha spiegato Marco Saoncella – ma anche dalla capacità di programmarne un futuro sostenibile. Bisogna evolversi per adeguarsi alle richieste del mercato, creando un pensiero positivo sul territorio, rinnovando le figure dirigenziali introducendo elementi esterni alla famiglia, investendo nello sviluppo della cultura del lavoro, formando le nuove generazioni affinchè credano alle potenzialità del nostro settore, conoscendone le peculiarità artigianali: sono queste le braccia e i cervelli che potranno garantire continuità e futuro alle nostre aziende.”

IL TEMPO PASSA IN FRETTA

“Nei prossimi 5 anni si giocherà buona parte del nostro successo – ha continuato Saoncella – e nonostante io sia ottimista per natura, sono preoccupato per l’assenza di giovani nelle nostre aziende, sempre più vecchie, stanche, sfibrate e quindi poco lungimiranti.
Non abbiamo molto tempo a disposizione per invertire la rotta, quindi dobbiamo darci da fare in prima persona nel campo della formazione professionale, perché si tratta della sfida più impegnativa a cui siamo chiamati a rispondere e che dobbiamo assolutamente vincere prima che sia troppo tardi”.

LA FORMAZIONE PER LA VERNICIATURA CONTO TERZI DEL LEGNO SI FA SUL CAMPO

Saoncella tocca ogni giorno con mano i problemi produttivi ed ha capito che nessuno è in grado di fornire dall’esterno risposte e soluzioni facilmente praticabili: la formazione deve iniziare dal basso, da chi deve passare il testimone a mani giovani.
Per non limitarsi all’analisi, ha quindi messo in atto un’idea in cui crede da tempo, organizzando un corso teorico/pratico specifico per il settore della verniciatura all’interno della sua azienda, riservato a un gruppo selezionato di giovani under 30, che non avevano mai avuto esperienze precedenti, interessate ad iniziare un percorso formativo per ottenere una nuova qualifica professionale e valorizzare il proprio curriculum, confermato da un attestato finale di frequenza.
Il programma di 4 ore settimanali è stato realizzato in 3 settimane, suddiviso tra una parte teorica (svolta da un tecnico di laboratorio messo a disposizione dai produttori di vernici) e una parte pratica (coordinata dai collaboratori interni).
L’obbiettivo finale era quello di far apprendere le basi del lavoro di verniciatura, fondamentale all’interno del ciclo produttivo del mobile, perchè rappresenta “il vestito di ogni forma”.

L’IMPORTANZA DEL FATTORE AMBIENTALE

Il filo conduttore di tutta l’esperienza teorica e pratica maturata da Saoncella in questi ultimi anni, è l’attenzione per l’ambiente, condivisa con una generazione particolarmente sensibile ai temi dell’ecocompatibilità, che richiede scelte tecniche, economiche e di marketing, per dare un senso al futuro con una precisa scelta di campo, quella della sostenibilità.
L’interesse per questi temi e lo sviluppo di questo settore apre le porte a nuove figure professionali, come ad esempio il tecnico di laboratorio, il verniciatore professionista e autonomo, il dirigente di comparti industriali, stimolando l’emergere in alcuni del lato più artistico.

UNO STIMOLO PER TUTTA LA COMUNITÀ

Il corso gratuito, che assegna ai partecipanti un attestato di frequenza, risponde anche a un preciso intento sociale, sempre presente nelle iniziative di Saoncella: risvegliare un Paese, un settore e una generazione assopita, stanca e sfiduciata.
L’auspicio infatti è che l’esperienza locale possa essere allargata anche all’intera filiera del territorio (Padova, Vicenza, Rovigo e Verona), in cui la filiera del legno, nonostante tutto, ha ancora grande rilievo, anche in termini occupazionali.

UNO SFORZO COLLETTIVO

L’iniziativa ha avuto successo grazie alla sinergia tra varie figure, ruoli e enti, indispensabili per dare continuità:
– l’azienda di Saoncella si è occupata della parte pratica, mettendo a disposizione gli spazi didattici e l’entusiasmo che contraddistingue tutti gli addetti;
– i produttori di vernici, che hanno messo a disposizione i tecnici per la parte teorica;
– il Comune di Casale di Scodosia, fondamentale per il necessario sostegno divulgativo e per dare con il proprio patrocinio una garanzia di valore sociale e di affidabilità all’iniziativa;
– la CNA (Confederazione Nazionale Artigianato), importante per la capacità di comunicazione e per la rappresentatività del mondo imprenditoriale, per dare ulteriore valore, non solo formale, all’attestato finale consegnato ai partecipanti al corso.

RITROVARE LA FIDUCIA NEL MONDO DEL LAVORO

La risonanza dell’iniziativa fra tutti gli operatori del settore, pubblici e privati, grazie ai mass media che l’hanno fatta conoscere a un ampio pubblico, ha avuto un effetto positivo sulla comunità, perché per una volta si è parlato non solo di crisi, chiusure, svendite degli immobili, con la conseguente perdita di entusiasmo degli imprenditori. E’ stata un’occasione per dimostrare una capacità imprenditoriale in grado di diffondere messaggi positivi, in grado di incidere sul fascino e quindi sul futuro del territorio.

IL PROGRAMMA

Ogni giornata è stata svolta affrontando sia la parte teorica, sia la parte pratica.
Al termine del corso i partecipanti son stati in grado di realizzare, in autonomia, una mattonella colorata con il proprio nome in foglia oro e argento.
Gli argomento sono stati i seguenti.
1) Il supporto legnoso: struttura, tipologie, differenze dei vari legni e implicazioni produttive, con la disponibilità concreta delle tipologie di legno più comunemente usate.
2) La preparazione del supporto: caratteristiche chimico-fisiche, con relative prove pratiche della corretta modalità levigatura.
3) Le vernici e la loro funzione
4) La natura chimica delle vernici (poliuretaniche, nitro, acriliche, all’acqua etc);
5) La scelta del ciclo di verniciatura (poliuretanico, acrilico, misto, etc), con le diverse fasi di lavoro (spruzzo, straccio, carteggiatura, tempi, cicli artigianali, industriali, etc) e le relative prove pratiche di applicazione.
6) L’attrezzatura per la verniciatura (pennelli, pistole e cabine, impianti come caroselli, catene, UV), con prove e dimostrazioni pratiche.
7) I difetti della verniciatura, con prove di errore e relative modalità per evitarli.
8) La sicurezza del lavoratore e dell’ambiente, con la prova dei principali dispositivi di protezione individuali (DPI).
9) Le schede tecniche e di sicurezza, con analisi dei prodotti descritti.
10) Le principali normative e certificazioni ambientali
11) Le applicazioni speciali: il ciclo di lavorazione “foglia oro”
12) Il restauro e il ripristino: riqualificazione di un manufatto che di solito è destinato allo smaltimento come rifiuto.
13) I nuovi sviluppi della chimica sostenibile
14) La filiera del mobile: breve storia del settore, evoluzione e attuale situazione (dati economici, fatturati, localizzazione geografica).
15) Conclusioni: approfondimento delle tematiche più interessanti emerse nello svolgimento del corso.

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